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#182 – Teorema del conflitto: ognuno di noi vuole fare solo quello che vuole.

Oggi pomeriggio stavo discutendo di musica con alcuni bro e mi stavo chiedendo cosa si salvi tra le canzoni italiane. È una domanda difficile, influenzata dai propri gusti: c’è a chi piace di più la carne e a chi il pesce. Non si otterrà mai una risposta oggettiva.

Parlando di quelle recenti si possono, però, valutare un paio di caratteristiche essenziali, che mi portano a pensare che ci sia poco da salvare; ma non tanto per lo stile o per il genere, quanto per il fatto che sono tutte uguali e per la povertà dei loro testi, scritti da bambini delle medie per quelli delle elementari.

“Un giorno il mondo,
l’han fatto tondo,
affinché tutto torni,
anche se tu non torni,
mentre mi guardo attorno”

Visto che il presente non regala risposte cerco altrove, così prendo dal cassetto qualche vecchio disco, soprattutto di mia nonna, che è una grandissima amante della musica italiana, ci sono capolavori. Canzoni che magari hanno dei suoni che in questo momento sembrano démodé, ma che hanno una profondità musicale o di significato che riesce a toccare in profondità.

Tra queste una che non conoscevo, ma che mia madre teneva tra i suoi dischi preferiti. È una piccola Ars Amandi in musica, certo non ha le stesse aspirazioni di quella di Ovidio, ma sicuramente ha molto da dire rispetto a un testo moderno.

(#176) “Prendi una donna e trattala male” mi ha rimandato alla riflessione sull’incapacità dei GenZ di creare delle relazioni, che ho scritto l’altra sera.

Questo perché si pensa che le relazioni amorose siano costruite per andare d’accordo, quando invece si fondano sul compromesso e sul litigio. Come tutte le relazioni umane infatti, sono basate sul conflitto, perché ognuna delle persone coinvolte desidera fare quello che vuole.

L’arte di imparare a gestire i conflitti è l’unica cosa che tutti i GenZ moderni dovrebbero imparare. Per farlo bisogna riuscire a dissociare l’energia emotiva dalla ragione del conflitto. Perché la natura di ogni relazione è intrinsecamente conflittuale.

“Prendi una donna trattala male,
lascia che ti aspetti per ore,
non farti vivo e quando la chiami,
fallo come fosse un favore,
fa sentire che è poco importante,
dosa bene amore e crudeltà,
cerca di essere un tenero amante,
ma fuori del letto nessuna pietà,
e allora si vedrai che t’amerà,
chi è meno amato più amore ti dà,
e allora si vedrai che t’amerà,
chi meno ama è il più forte, si sa.”

Pagani è stato magistrale nello scrivere il testo che poi Ferrandini ha musicato trasformandolo in un capolavoro, perché spiega in maniera semplice gli attriti di una relazione, spesso derivati dalle caratteristiche di genere e dalla posizione e come superarli. Dove per posizione intendo, per esempio, quando uno solo dei due lavora, oppure quando c’è una sproporzione di reddito e così via.

Se partiamo dal presupposto che una relazione dovrebbe essere basata sull’accordo, e molliamo al primo conflitto, non ne avremo mai una.

Voi che leggete non fate i GenZ ottusi, questa canzone “etero maschile”, debitamente adattata, funziona perfettamente per gli uomini, per le donne e per tutte le minoranze. Ascoltatela con attenzione.

Correva l’anno 1981

Marco Ferrandini – Teorema

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