#355 – Come distinguere la speranza dall’aspettativa (e celebrare).
Oggi è stata una bella giornata.
Questa mattina sono andato in piscina e sono riuscito a vincere una sfida importante. Per pranzo è arrivato XXX e dopo abbiamo mangiato, siamo stati insieme fino all’ora dell’aperitivo. Per cena sono arrivati degli altri bro con cui sto facendo affari.
Non tutto quello che sto facendo sta andando per il verso giusto. Ci sono delle cose che stanno andando bene e delle cose che invece sono bloccate. Però vivo lo stress di queste situazioni in maniera diversa rispetto al passato.
Vi è mai capitato di andare in ansia? Vi è mai capitato di subire la pressione e in particolare quella sociale? Vi è mai capitato di essere stressati? Vi è mai capitato di essere soli senza nessuno che vi ami?
Volete evitare di sentirvi male perché subite tutte queste cose (e molte altre)? Ho una soluzione per voi.
Si tratta di una soluzione semplice da scrivere ma difficile da mettere in pratica. In poche parole, dovete imparare a distinguere la speranza dall’aspettativa.
Supponiamo che siate dei bambini di prima elementare che decidono di iniziare a giocare a calcio, vi piace e guardate sempre le partite per televisione. Diventate bravini e vi trasferite alle giovanili dell’Atalanta. Man mano che passa il tempo, dentro di voi e dentro chi vi sta attorno, si crea l’aspettativa di vedervi su un campo importante, mentre giocate con i vostri campioni preferiti. Vostro padre inizia ad andare in giro a regalare le vostre magliette e i parenti vi parlano solo in funzione del vostro futuro da calciatore. Il problema è che la statistica gioca contro di voi, perché solo un giocatore su 21 tra quelli delle giovanili dell’Atalanta giocherà poi in Serie A. Quello che succederà è che a un certo punto non ce la farete, avrete deluso voi stessi, vostro padre e l’intera famiglia che aveva grandi aspettative per voi. Subirete la pressione sociale, i vostri amici vi considereranno un fallito e la vostra intera vita sarà compromessa, perché difficilmente vi rialzerete da questo colpo.
Diverso sarebbe se voi organizzaste la vostra vita nella speranza di diventare dei giocatori di Serie A. La vostra mente vedrebbe una vita normale, organizzereste nel quotidiano una vita normale e se dovesse andare male non cambierebbe nulla. Se invece dovesse andare bene, allora potreste prendere i provvedimenti del caso. Nulla sarebbe compromesso né in un caso né nell’altro.
L’aspettativa è quando ci “aspettiamo” che le cose vadano, o siano, in un certo modo e se poi non ci vanno, o non lo sono, crolliamo psicologicamente. La speranza è quando facciamo la nostra vita e poi improvvisamente qualcosa di inaspettato o improbabile si concretizza. L’approccio psicologico in questo caso è molto diverso.
Siate realistici quando decidete se una vostra azione, o un desiderata, debba avere un’aspettativa o una speranza. Questo vi cambia la vita completamente e in meglio.
Bonus: Se la piantaste di avere aspettative sul vostro possibile fidanzato, la vostra vita da single finirebbe e sareste felicemente in coppia.
In entrambi i casi però non siamo esentati dal dare il massimo. Se non andiamo agli allenamenti, ovviamente, non ci potrà essere nessuna aspettativa o speranza. Non mollate mai. Questa è una cosa che ripeto sempre. Bisogna combattere fino alla fine e poi si vedrà chi avrà vinto.
La canzone di stasera è iconica e rappresenta perfettamente questo concetto. Combattere sempre, lottare senza arrendersi e non mollare mai, rinunciando all’aspettativa ma coltivando la speranza.
“My power′s turned on
Starting right now I’ll be strong
I’ll play my fight song
And I don′t really care
If nobody else believes
′Cause I’ve still got
A lot of fight left in me”
Correva l’anno 2015
Rachel Platten – Fight Song