#363 – De solitudine vitae: solitudine, autostima e valutazione dei pretendenti.
De solitudine vitae.
Sono sdraiato sul divano e guardo il soffitto. Non sono di buon umore stasera. So il motivo, mi sto impegnando per risolverlo, ma i risultati sono altalenanti. Questo cattivo umore mi sfida a trovare una risposta a una domanda che ho ricevuto. Una domanda complessa.
“Meglio continuare a vivere da soli o accontentarsi di persone che non sono alla nostra altezza?”
Perché la vita da “soli” è sempre considerata l’ipotesi peggiore di tutte?
Vogliamo sfruttare un poveraccio quando ci ammaliamo o quando diventiamo vecchi? Per questo figliamo?
Allora analizziamo la domanda di partenza, ci sono due parole da definire.
“Accontentarsi” è riferito a un’aspettativa? A una speranza? A una vita vissuta davvero in miseria?
“Altezza” invece riguarda l’auto-stima. L’auto-stima è l’attività di stimare il nostro valore personale. Ma c’è un problema di relativismo irrisolvibile nel farlo. La parola, infatti, definisce due distinti concetti.
Ogni essere umano ha un valore “oggettivo” e misurabile solo sulla base della sua interazione col mondo; si misurano le sue opere.
Allo stesso tempo ha un valore “soggettivo”. Ognuno di noi lo assegna a se stesso sulla base di criteri e strumenti molto diversi da quelli utilizzati per misurare il proprio valore oggettivo. È un’attività che riguarda l’interazione con il proprio sé.
I due valori non variano solo in rapporto tra loro, ma anche ai riferimenti a cui naturalmente afferiscono (mondo e Io) e l’auto-stima non può essere misurata senza che prima sia stata fatta una misura esatta del valore oggettivo.
Se non fossimo GenZ ignoreremmo l’auto-stima, perché l’unica cosa che conta è il nostro valore oggettivo: quello che siamo capaci di fare.
Ma tornando alla domanda iniziale di quale “altezza” stiamo parlando? Di quella che possiamo misurare quando ci mettiamo sotto il metro, oppure di quella che stimiamo quando ci guardiamo allo specchio?
Mi chiedo se sia davvero importante l’altezza della persona che abbiamo di fianco o se la domanda stessa sia fuorviante?
Se le cose non vanno troppo male, la vita diventa davvero lunga. Magari conta come la persona che scegliamo la interpreta, a come riesce a posizionarsi rispetto a noi e agli altri, e a mille altri parametri che vanno ben oltre l’altezza, che è un concetto relativo. Una persona molto bassa può pensare di essere “alta”, se intorno ci sono solo persone più basse.
Forse bisognerebbe fissare un livello di altezza minimo e sopra quel livello valutare tutti gli altri parametri che a quel punto diventano più importanti?
E l’amore in tutto ciò?
L’amore romantico è un concetto relativamente moderno e andrebbe trattato con molta cautela. L’amore è dinamico, si trasforma nel corso del tempo, è multiforme, ma non esiste un amore migliore di un altro. Considerare l’amore romantico come la stella polare delle nostre decisioni è una mossa incauta, per non dire una pazzia. Solo il “true love” dovrebbe avere un qualche peso nelle nostre decisioni. Ma senza averlo mai provato, il “true love” rimarrà un concetto astratto, invisibile quando si manifesterà.
Caro “domandatore”, una volta che avrai risposto a tutte queste domande avrai anche la risposta alla tua domanda principale, ma senza dover necessariamente rispondere, perché, alla fine, forse, non è la domanda più importante.
“I walk this empty street
On the Boulevard of Broken Dreams
Where the city sleeps
And I’m the only one, and I walk alone”
Soli nasciamo e soli moriremo, la vita è la strada che congiunge questi due eventi.
“I walk a lonely road
The only one that I have ever known
Don’t know where it goes
But it’s home to me, and I walk alone”
La strada che imbocchiamo quando vediamo la luce e iniziamo a camminare soli. Poi, di tanto in tanto, la strada si avvicinerà a quella di un’altra anima, ne sentiremo il calore, senza che le due strade si tocchino o si fondano. Per un certo periodo saranno affiancate, forse. Altrimenti si perderanno sul viale dei sogni infranti.
Correva l’anno 2004
Green Day – Boulevard of broken dreams