#382 – Costruire la propria identità è indispensabile per raggiungere la felicità.
Oggi sono stato coinvolto in una discussione che merita di essere trattata in maniera più approfondita. Il tema è davvero complesso, quindi ho deciso di scrivere una riflessione didascalica che funga da summa, collegando tutte le song che trattano gli argomenti specifici in maniera più approfondita.
(#28, #29, #35) La discussione riguarda la ricerca della felicità. Ci sono tanti ragazzi (e ragazze) che cercano il loro posto nel mondo; il riconoscimento della loro identità e delle loro qualità, uno scopo per la vita, l’indipendenza, l’amore, un luogo in cui vivere.
Questo tema è stato trattato per migliaia di anni e non penso di poter aggiungere nemmeno una considerazione intelligente a quello che è già stato detto. Però posso provare ad adattare il pensiero dei grandi al periodo storico attuale.
Prima di tutto tenete presente che non siete i primi e nemmeno gli unici. Il percorso della vita è uguale per tutti, ma con delle differenze importanti, che dipendono da quanto ci ha donato la natura e dall’ambiente in cui siamo nati e cresciuti.
Sarete legati ai vostri genitori, nel bene o nel male, fino a che non verranno a mancare. Tutte le battaglie che combatterete, o che non combatterete, definiranno per sempre la vostra relazione con loro. Purtroppo non sempre si può vincere. Il potere dei figli di fare quello che vogliono verrà compensato da quello dei genitori di disapprovare. Per questo pensare di cancellare i genitori in vita dalla propria esistenza è totalmente irrealistico. Di fronte alle situazioni più difficili l’arte del compromesso non è mai sopravvalutata.
(#132, #159) Non si può vivere nella paura e ogni decisione va presa sulla base di una certa dose di ragionamento. In particolare non bisogna avere paura della pressione, che siano familiari, sociali, o legate a gruppi come la community LGBT, i gruppi cattolici, quelli dei gruppi sociali di destra o di sinistra giusto per citarne alcuni.
Non si dovrebbe definire la propria identità copiando quella di un’altra persona o ancora peggio quella di un’ideologia. Se abbiamo paura di essere tagliati fuori da una persona o da un gruppo, non troveremo mai la nostra vera identità.
Trovare la propria identità non vuol dire essere sé stessi. Molto spesso le persone non sono un granché e se si mostrano per quel che sono non fanno una grande figura. Il percorso per trovare la propria identità passa dal raggiungere la consapevolezza che alcune cose di noi vanno cambiate, smussate, potenziate. Solo quando avremo completato questo percorso, essere sé stessi potrà coincidere con la nostra identità.
(#242, #196, #63) La società non gradisce le persone che hanno una forte identità, per questo motivo ha costruito dei meccanismi manipolatori e coercitivi per evitarlo. Ricordati che l’educazione è la più raffinata forma di manipolazione e che quest’ultima viene incentivata perché blocchi le persone nel proprio percorso. Tutto quello che viene ritenuto “giusto” da una generazione è la rappresentazione del pensiero di chi li controlla. Cerca di andare oltre o conformati consapevolmente.
(#357) Per trovare la propria identità è necessario passare per numerose esperienze, che vanno svolte nel momento in cui si presentano. Ogni attimo di procrastinazione rende il superamento di sé stessi sempre più difficile, allontanandoci sempre più dalla felicità.
(#319, #325) Il tempo è un concetto con cui ci confrontiamo ogni giorno ma di cui difficilmente interiorizziamo le implicazioni: il passato, il presente e il futuro. Il passato e il futuro hanno un peso importantissimo nelle decisioni che prendiamo nel presente, ma non devono spingerci a vivere fuori da esso. Se le nostre esperienze sono bloccate dalla paura del futuro o dai mostri del passato, il nostro processo di costruzione della nostra identità sarà bloccato, se non addirittura abortito.
“Mother, mother, tell your children,
that their time has just begun,
I have suffered for my anger,
there are wars that can’t be won.”
Solo una volta che avremo completato il processo di costruzione della nostra identità potremo trovare la nostra indipendenza e qualcuno con cui condividere la vita. Ma questo complica le cose, perché a quel punto non si tratta solo della nostra identità, ma di relazionarsi con un’altra.
(#176, #246, #311) La base di ogni relazione è l’attrito che si genererà partendo dal presupposto che ogni essere umano cerca di fare solo quello che vuole. Alla fine prevarrà sempre e comunque la persona che ha più potere.
(#376, #361) La vita diventa quindi un enorme esercizio di bilanciamento delle volontà; “In medio stat virtus”. Bisogna diventare dei maestri dell’equilibrio, soprattutto se la natura o la fortuna sono state ingenerose con noi. Intelligenza, bellezza, brillantezza, ceto sociale sono qualità ereditate che ci garantiscono potere contrattuale. Attenzione a tirare la corda però, perché la storia ci insegna che è comunque l’equilibrismo che rende eccezionali anche le persone dotate. Chi è maestro dei grigi prevale sempre sugli estremisti, anche se hanno potere.
(#182, #176, #377) L’attrito è l’altra faccia della medaglia dell’equilibrismo. Non bisogna mai evitare il confronto, altrimenti l’altra persona imporrà sempre la propria volontà. E se questo dovesse succedere, abbandonare il campo è sempre la scelta meno vantaggiosa. Gestire gli attriti è un’arte e come tale si affina con l’esperienza, rientrando anch’essa nel percorso per raggiungere la propria identità.
(#233, #363) Alle persone che non riescono a trovare un ragazzo (o una ragazza) voglio dare un suggerimento. Se vi sentite inadeguati, se avete una scarsa autostima o se più in generale ricorrete ai farmaci significa che il vostro percorso di creazione dell’identità non è ancora giunto a termine. Non è tanto il fatto di essere poco dotati, ma quello di non avere un’identità, che vi impedisce di trovare un partner adatto a voi.
(#243) La partita della vita non richiede, infatti, di piacere a tutti. Quella è una fortuna riservata per un tempo molto limitato a pochi esseri umani molto dotati, ma anch’essa ha i suoi lati negativi perché è intrecciata a una potente maledizione. Una volta creata la propria identità, questa brillerà come una stella polare a indirizzare tutti coloro, tanti o pochi, che sono interessati a noi. Ma a noi ne basterà uno solamente.
Sii fiducioso, ma a una condizione. Impara a riconoscere la manipolazione, sia che si presenti sotto forma di educazione, sia sotto forma di etica imposta tramite altri mezzi. Altrimenti potresti ritrovarti solo perché l’ha deciso qualcun altro. Ricordati che il principe azzurro esiste solo nei film Disney. Anche questa è manipolazione.
“everybody needs somebody to love,
mother, mother – everybody needs somebody to hate,
please believe me – everybody’s bitchin’ ‘cause they can’t get enough,
and it’s hard to hold on when there’s no one to lean on”
Per quelli che non riescono a realizzarsi o a trovare il successo vale lo stesso ragionamento. Un’identità non completamente costruita, un movente debole e uno scopo annebbiato sono gli aspetti bloccanti. Uno ad uno vanno rivisti con la garanzia di arrivare ovunque tu voglia.
Questo è un percorso lungo e faticoso e guardandolo mi sembra di essere ai piedi dell’Everest e di guardare in alto. E allora mi sorge spontanea l’ultima domanda di questa riflessione: “Voglio davvero arrivare in cima?”.
Se non hai trovato la tua identità non sarai mai realmente indipendente e di successo, né potrai instaurare una relazione sana e duratura con un’altra persona. In poche parole non sarai mai felice.
Scalare la montagna è l’unica possibilità che hai per raggiungere la felicità.
“faith – You know you’re gonna live through the rain,
Lord, we’ve gotta keep the faith,
faith – don’t you let your love turn to hate,
now we’ve gotta keep the faith”.
Correva l’anno 1992
Bon Jovi – Keep the faith