#394 – Sui luoghi: come influenzano la vita e la musica del ricordo.
Per la serie “Saturday night dance”.
Per aprire la riflessione, questa sera ho deciso di utilizzare il testo di una canzone che non è la night song di oggi. In realtà l’ho già messa come song in passato (#126), ma avevo parlato di tutt’altro. L’argomento di stasera però mi perseguita da qualche giorno e questi versi sono perfetti per introdurlo:
“There are places I remember,
all my life, though some have changed,
some forever, not for better,
some have gone and some remain,
all these places had their moments,
with lovers and friends, I still can recall.
Some are dead and some are living,
in my life, I’ve loved them all.” (cit. The Beatles, 1965)
La canzone è molto vecchia ma io sono affezionato perché è una delle preferite di mia nonna, che ha vissuto i suoi quindici anni proprio ascoltando i Beatles. Io l’ho ascoltata molto più tardi, ancora in vinile, quando ormai anche gli iPod erano stati messi in pensione dagli iPhone.
Musica e luoghi influenzano il mio mood e il mio mood influenza musica e luoghi, in un eterno rincorrersi di cui non si capirà mai la causa. Parlando di luoghi, sono profondamente convinto che ognuno di essi trasmetta qualcosa.
La riflessione nasce dal fatto che sono al mare in un posto caro alla mia famiglia e dove vado da quando sono abbastanza grande per ricordarmelo. È un posto dove si riunisce un ramo della famiglia, mentre l’altro lo fa in montagna.
Da quando qualche anno fa ho iniziato a gestirmi le vacanze in autonomia, ho deciso che sarei andato sempre al mare all’inizio di luglio e in montagna ad agosto. Perché ogni luogo dà il meglio di sé in certi momenti. Il mare lo dà quando le giornate sono lunghissime, l’acqua non è più così fredda e il sole sparisce fondendosi con esso.
La montagna è più decadente, va bene anche ad agosto, così se dovesse iniziare a piovere e fare freddo, sarebbe comunque nella sua cornice adatta, usuale, che non genera dissonanza.
Ma i luoghi possono cambiare anche all’interno della stessa giornata. Ci sono stanze di una casa più adatte al mattino, o alla sera, magari a seconda della stagione.
“Dietro le due gallerie, dove finisce il triclinio, inizia un porticato godibile d’inverno prima di mezzogiorno, d’estate nel pomeriggio. Da lì si accede a due appartamenti, uno di quattro stanze, l’altro di tre, che, a seconda di come volge il sole, si prendono ora il sole ora l’ombra.” (Plinio, V 6)
I luoghi trasmettono sensazioni. Le percepiamo quando li vediamo per la prima volta, e con la consuetudine. Quest’ultima ci aiuta a renderli familiari e a crearne un ricordo indelebile, come quello che mantengo di queste due case.
Ogni luogo è legato a vicende a volte positive e a volte negative. Il fato decide quali saranno i luoghi in cui vorremo tornare e quelli, invece, che non vorremo mai più rivedere.
“Là, fino a oggi almeno (lo dico facendo gli scongiuri!), non ho perso nessuno di quelli che avevo portato con me. Che gli dèi, per l’avvenire, conservino a me un tale piacere e al luogo un simile pregio!” (Plinio, V 6)
I luoghi più belli saranno quelli legati alle esperienze e alle persone migliori della nostra vita.
Delle volte i luoghi rappresentano una certa fase della nostra vita e se è venuto il momento di cambiare le cose, o se lo fanno naturalmente, questi rimarranno indissolubilmente legati a quel periodo. Qualche anno fa ho lasciato la casa dei miei genitori per andare a studiare altrove e ne ho avuta una mia. È un passaggio fisiologico, ma che riposiziona i luoghi nella mente, soprattutto per una persona come me che ha vissuto sempre nella stessa casa di famiglia (al netto dei soggiorni all’estero). Oppure pensate al vostro liceo, che per 5 anni è stato il luogo più frequentato della nostra vita e poi, come per magia, scompare.
Più difficile è quando il luogo rimane il medesimo ma cambia la vita. Non so cosa succederà nella mia mente quando dovrò occuparmi, per la mia parte, delle case che finora ho vissuto come spettatore. Mi riferisco alla casa al mare e a quella in montagna. I miei dicono sempre che vorranno andarci a vivere quando andranno in pensione. Ma quei luoghi non avranno più lo stesso valore.
Poi ci sono dei luoghi che esistono in funzione delle persone. Quando queste vengono a mancare dalla nostra vita per un motivo o per l’altro, la funzione del luogo cambia, perché era loro e non nostro. Dovrei fare un esempio triste ma non mi va. Vi sarà capitato di frequentare la casa della vostra ragazza, magari per anni e poi alla fine della relazione vederla da fuori, ripassandoci per caso una sera. Le emozioni che provate a trovarvi di fronte non sono sicuramente quelle che provavate un tempo.
Ci sono i luoghi che cambiano. Quelli dove le persone sono sempre le stesse, non ci sono stati cambi di vita e nessun evento infausto. Il progresso però porta a un cambiamento in nome della modernità e quel luogo scompare nonostante sia ancora di fronte ai nostri occhi. Pensate allo stadio di San Siro a Milano. Qualche tempo fa parlando coi bro delle note vicende che lo riguardano, abbiamo rivisto alcune foto storiche. Se non avessi saputo che era lo stesso stadio, avrei pensato ad almeno tre diversi. Quando il luogo cambia, vengono spazzate via anche le emozioni e i ricordi ad esso legati. Però a volte i cambiamenti sono positivi e ne possiamo trarre beneficio.
Infine ci sono i luoghi dimenticati. Possono esserlo per tanti motivi, ma in generale diciamo che si possono dimenticare sia i luoghi amati che quelli disprezzati. Però se un giorno dovessi mai passarci davanti, ti ritorneranno alla mente, portando con loro anche tutte le emozioni che hai provato quando eri lì.
Ritornando all’inizio. Non so se è il luogo a determinare il nostro mood, o viceversa. Quello che posso dire è che a seconda del luogo faccio cose diverse e ottengo risultati diversi. E sulla base di quei risultati anche il mio mood cambia.
Ora sono in un luogo familiare, al mare. Fa caldissimo e la spiaggia richiama i dj e i ragazzi sul lungomare, sotto la terrazza stile californiano che lo domina. Ogni luogo, ha il suo momento e la sua musica. Questa casa non può essere nostalgica e malinconica come la canzone dei Beatles. La vita qui non è quella, quindi devo trovare una canzone adatta. Perciò torno ai miei 15 anni e ci lanciavamo i gavettoni in cortile sulle note di questa:
“When I met you in the summer,
to my heartbeat’s sound,
we fell in love,
as the leaves turned brown,
and we could be together, baby,
as long as skies are blue.”
Voglio cercare di darne una a quello in cui sono e spero che sia per sempre.
È sabato sera. Let’s dance.
Correva l’anno 2014
Calvin Harris – Summer