#410 – Jean Valjean sul rispetto delle regole e il diritto dei colpevoli.
Mi domando come si comporterebbe Jean Valjean se vivesse in Italia ai giorni nostri.
Stamattina stavo andando in palestra. Di fronte a casa un capannello di persone nascondeva un vigile e un concierge che discutevano animatamente.
Casus belli: il vigile ha posteggiato per l’ennesima volta un veicolo pubblico sullo spazio riservato all’hotel. Il comando dei vigili è di fronte.
Può un vigile infrangere le regole che dovrebbe far rispettare?
Sì, senza dubbio.
Intervengono altri vigili a calmare il concierge, ma il veicolo è ancora lì. Se ne vanno. Mi siedo su una panchina a osservare.
Arrivano tre famosi influencer attirati dalla confusione, in centro lavorano solo loro. I vigili di guardia al comando chiedono insistentemente agli influencer di andarsene. Il vigile incriminato ricompare indispettito e sposta il veicolo ma non c’è posteggio, deve camminare per tornare. Fine della storia. Per oggi.
Rimetto lo zaino sulle spalle, probabilmente a rappresentare il peso che in quel momento opprime la mia morale. Mi guardo intorno frastornato dalla giungla di norme che devo rispettare per percorrere qualche centinaio di metri da bravo cittadino.
Improvvisamente mi rendo conto di essere un delinquente comune; ho calpestato un aiuola su cui campeggiava un enorme cartello di divieto di attraversamento. Ma cosa mai avrei potuto fare? Era l’unico passaggio obbligato tra due aree lavori, con due cartelli contraddittori: uno di deviazione e l’altro di divieto di attraversamento.
Calpestare un’aiuola come metafora dello stato del diritto italiano?
Purtroppo temo di sì, ma alla fine nessuno mi ha multato e nemmeno il vigile. Perché la colpa degli italiani non è quella di non rispettare la legge, ma di essere beccati.
Siamo quindi dei delinquenti quando non rispettiamo le regole o quando veniamo beccati?
O forse la giungla di regole serve soltanto per poter beccare le persone quando iniziano a dare fastidio o quando stanno antipatiche? Era buono il pandoro, Chiara?
Domande legittime che forse Jean non capirebbe, ma a cui ogni italiano ha dato la sua risposta, tranne me. In passato mi hanno detto che non avrei avuto mai successo perché sono troppo poco italiano, per ora hanno avuto ragione.
“I fought the law and’a the law won”
Alzando gli occhi la statua di Beccaria mi osserva torva, chissà se mai avrebbe potuto immaginare che il diritto sarebbe degenerato tanto quanto il comportamento degli italiani.
Correva l’anno 1977
The Clash – I fought the law