#411 – Parlare o stare zitti? Un esempio di strategie da utilizzare per decidere.
A volte bisogna parlare, a volte bisogna stare zitti. Non c’è una regola fissa. La parola è un azzardo, perché nell’infinito delle possibilità bisogna scegliere quella giusta. Il silenzio è un lusso che bisogna pagare al disagio.
L’interesse è un segnavia, ma per i più è oscuro. Achille rifiuta di combattere fino alla morte del suo amante, che lui stesso ha condannato, cercando poi di riparare l’irreparabile. Non resta che agli Dei purosangue, forse, di capire il proprio interesse, ma Ares e Prometeo sono dimostrazione contraria.
Quindi cosa resta all’uomo comune privato dell’interesse?
Il caso.
Che sia fato o provvidenza poco importa. Nelle infinite giocate della vita, scommettere a caso porterà prima o poi a una vittoria; che sia una fidanzata, un buon acquisto o una scelta lavorativa, proprio su questa vittoria si costruirà il resto della vita.
Fare il proprio interesse si riduce a un modo di dire, italicamente moralizzato, che serve solo a tacciare qualcuno di cui sparlare. Perché di fare sono capaci in pochi e dell’interesse ho già detto.
Ma quindi perché la gente parla in continuazione?
Perché questo è il suo modo di fare la giocata. E la polarizzazione aiuta. Alla roulette conviene tenere lo stesso colore, per ottenere la prima giocata vincente nel minor numero di tentativi.
Se ci basta una vittoria perché non abbiamo nulla da perdere, schierarsi agli estremi è la migliore strategia. Milan o Inter, comunista o fascista, Apple o Android.
Ma nella vita, determinare la miglior strategia prevede il contrario, è come tagliare un vestito. Se è troppo piccolo rischia di strapparsi e lasciarci in mutande e camicia, se è troppo grande ci trasforma in Pulcinella, una maschera. L’equilibrio è la kriptonite del caso (e della polarizzazione).
È quindi il caso a governare il mondo?
Indubbiamente, ma a un fine osservatore non possono essere scappati quei glitch. E allora bisogna guardare meglio. Ecco gli eroi, coloro che sono scappati.
Perché se qualcuno scappasse al caso, potrebbe governarlo?
Bisognerebbe chiedere a Fleming, o a Superman.
Ma quindi nel proprio interesse, quando fare silenzio o quando parlare?
Difficile a dirsi, ma nel dubbio, parlare poco è meglio che parlare tanto e ancor meglio è fare silenzio, a meno che non si voglia far sesso. In quel caso conviene tacere e mostrare sguardo, corpo e oggetti di valore. E comunque non parlate mai di politica. MAI
“Certe notti la macchina è calda
E dove ti porta lo decide lei”
Certe notti o tutte?
Correva l’anno 1995
Luciano Ligabue – Certe Notti