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#415 – San Lorenzo, la notte dei ricordi e dei desideri.

Oggi è San Lorenzo, la notte dei desideri.

Lorenzo nacque in Spagna nel 225 d.C. in un tempo in cui i cristiani non accendevano i falò, ma li subivano. Dopo aver conosciuto il futuro papa Sisto II lo seguì a Roma e fu da esso ordinato diacono.

Il diacono si occupa della gestione del denaro e delle proprietà della Chiesa.

All’epoca i cristiani erano relegati nelle catacombe. Quando nel 258 d.C. l’imperatore Valeriano ordinò la morte di tutti coloro che avessero una carica nella Chiesa, iniziò un rastrellamento massiccio, che culminò con la morte di Papa Sisto II, pizzicato a dire messa nelle catacombe di San Callisto.

Lorenzo non fu trovato. Allora il prefetto di Roma lo invitò a presentarsi, portando tutti i “tesori” di cui disponeva la Chiesa. Lo fece, con una schiera di poveri, donne e bambini al seguito, perché quello era il suo tesoro.

Il prefetto considerò il gesto provocatorio e ordinò l’esecuzione di Lorenzo, che la notte del 10 agosto venne bruciato vivo su una graticola. Non perse il suo spirito nemmeno quando, morente, disse la famosa frase: “Da questa parte sono cotto, voltatemi dall’altra”.

Ma per capire meglio l’importanza della data, passiamo per un momento dal Viminale dove Lorenzo veniva giustiziato, al cielo stellato sopra di lui. La cometa Swift–Tuttle, come oggi, orbitava intorno al sole, dove passa ogni 133 anni (l’ultima volta nel ’92). L’orbita di questa cometa si sovrappone a quella della terra in un punto preciso, perciò è controllata costantemente a causa della sua pericolosità, poiché il suo diametro è circa il doppio di quello dell’asteroide che mise fine ai dinosauri.

Quando si avvicina al Sole il suo nucleo si scalda e inizia a perdere detriti, le Perseidi. Sono proprio questi detriti che la terra incrocia il giorno di San Lorenzo di ogni anno, che una volta entrati nell’atmosfera si incendiano trasformandosi in “stelle cadenti”.

Al termine dell’esecuzione le spoglie di Lorenzo furono salvate dai cristiani e seppellite in un cimitero lungo la via Tiburtina, su cui sorse poi la basilica di San Lorenzo fuori Le Mura. Nel corso dei secoli, in particolare nel Medioevo, parte delle sue spoglie, come il cranio e altre sue parti, furono prelevate e trasferite in altre chiese ma quello che ne resta è ancora conservato in un sarcofago di marmo sotto l’altare maggiore.

Si dice che la sera dell’esecuzione di Lorenzo molte stelle cadenti siano comparse all’orizzonte del Viminale. Da quel momento e fino all’epoca moderna si pensò che ognuna di esse fosse un’anima liberata dal purgatorio, che poteva finalmente raggiungere il paradiso grazie all’intercessione di Lorenzo.

Più di recente si è pensato che per ogni stella cadente si possa esprimere un desiderio, che poi si trasformerà in realtà.

Fin da bambino, in montagna, abbiamo seguito religiosamente il rito della notte di San Lorenzo.

Dopo aver sistemato i lettini nei posti con le visuali migliori, come piccoli astronomi dotati di sacco a pelo, ci sistemavamo in lunghe sedute di osservazione che si trasformavano in momenti di confessione intimistica. Situazione che si è aggravata nel momento in cui ci è stato più o meno concesso di avere degli alcolici.

Da piccolo non ho mai avuto un desiderio da esprimere. Quello che avevo mi bastava. Per il resto credevo di potercela fare da solo.

Per due anni, quando sono stato molto più grande, ho espresso un unico desiderio, che purtroppo non si è avverato. Mi sono anche inginocchiato per un mese di fronte all’altare del Duomo.

Stasera sono di nuovo qui, su un lettino con un sacco a pelo, a osservare le stelle. Sono cambiate alcune persone sdraiate al mio fianco, ma le stelle continuano a cadere. Non esprimerò nessun desiderio.

Alla fine ho capito che l’importanza di questa serata non è nei desideri che si esprimono, ma nell’essere ancora qui con le persone a cui vuoi bene, a santificare un rituale che vale il prezzo di una vita. In loving memory.

“You’re a sky full of stars,
I’m gonna give you my heart”

Anche la scelta della canzone lo è. Doppiamente in loving memory. Al sempre, troppo poco, compianto Avicii.

Correva l’anno 2014

Coldplay – A sky full of stars

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