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#422 – La pianta di Lego e il valore del lavoro: siamo pagati abbastanza?

(#296, #362) Che fatico tra la persone è cosa nota, però non sempre i motivi sono chiari e spesso non sono condivisi.

Ero in SPA. C’erano delle persone che discutevano. Qualche faccia nota e altre che non lo erano, ma solo a me. Tutti qualificati come trentenni laureati e con posizioni impiegatizie, per quanto possibile, di rilievo.

La discussione girava come uno squalo intorno a una brachetta, senza mai arrivare a mordere. Siamo pagati quanto ci meritiamo?

(#363) Al netto della sgradevole autoreferenzialità della domanda, che avrà sempre risposta negativa nella mente di chi la pone, questa non è del tutto fuori luogo.

Prima di uscire ho finito di montare una piantina finta per il salotto, costruita in Lego.

Ognuno di noi è solo un pezzo di lego.

Potremmo essere portati a pensare che il proverbiale “pezzo grosso” sia il più importante, ma non è così. Ogni pezzo ha un valore strategico che non dipende necessariamente dalla sua dimensione. Alcuni sono più comuni quindi valgono poco. Quelli piccoli, invece, si perdono di frequente e diventano più preziosi.

Ma non dimentichiamoci che il valore della scatola non dipende dal singolo pezzo. Quando sono andato al negozio ho comprato una pianta, non una somma di pezzettini.

Aumentare i salari in Italia equivale ad aumentare il costo di ogni pezzettino di lego che compone la pianta.

Ripensandoci, se la pianta fosse costata ancora di più di quanto già fosse cara, non saprei proprio se l’avrei ricomprata. Avrei cercato per certo un’alternativa simile, ma a un prezzo più basso.

Se è accettabile aumentare il costo di un pezzo di Lego, a condizione di ridurre quello degli altri per mantenere il totale invariato, non lo è quello di aumentare indistintamente il prezzo di tutti. A meno che invece di formare una pianta, gli stessi pezzi di Lego possano formare un diamante. Perché in quel caso si venderebbe anche a un prezzo molto più alto.

Mi domando perché questi trentenni qualificati non riescano a comprendere un concetto talmente semplice da poter essere concentrato in una manciata di righe.

Questo è il motivo per cui guadagnano poco.
Ma non lo capiscono perché loro la pianta di cui fanno parte la vedono solo limitatamente e da un certo punto di vista: qualche foglia e forse un pezzettino di tronco.

(#420) E allora percepiranno le cose come gli sembrano, continueranno a pensare che la pianta sia alta 50 centimetri perché non vedono cosa c’è sopra. A questo punto si troveranno a negare l’evidenza.

Pagare di più gli operatori della ristorazione ha reso più cara una cena al ristorante. Si vive meglio con uno stipendio più alto se tutto costa di più?

Me ne sono andato. Da soli si sta meglio.

Arrivato a casa ho fatto la stessa domanda all’AI. Abbiamo trovato una soluzione? No, però quantomeno il discorso è stato stimolante e si è mosso velocemente.

La conclusione?

Spendere è facile, lo sanno fare tutti. Chiediamoci cosa possiamo fare di meglio per aumentare il valore di quello che facciamo, che sia quello del nostro pezzettino di lego, o meglio ancora, dell’intera scatola. Se non sappiamo nemmeno da che parte iniziare siamo già pagati fin troppo

Ora ti sarà chiaro, più praticamente, perché fatico a stare con le persone. Ma sono davvero sbagliato io?

(#404) Ma non si tratta di un tema morale, bensì di rappresentanza. Quindi la risposta è si.

“Daddy didn’t give affection,
and the boy was something mommy wouldn’t wear,
king Jeremy the wicked,
ruled his world”

Correva l’anno 1991

Pearl Jam – Jeremy

https://www.youtube.com/watch?v=MS91knuzoOA&rco=1

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