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#427 – La musica è davvero meglio di un orologio o di una macchina?

Oggi è mercoledì e mercoledì vuol dire cena coi bro.

Come al solito partiamo dal menu:

Antipasto misto con salumi toscani
Tagliatelle fatte in casa con Finferli freschi
Cordon bleu con fiori di zucca e funghi fritti
Pavlova Spugna style

Vino. Dopo 3 champagne siamo passati a un Montepulciano da antologia, per chiudere con un passito francese. Tanta roba.

Una delle migliori cene delle ultime settimane. I cordon bleu fatti in casa sono un grande piatto, sottovalutassimo. La Pavlova alla moda di Spugna ha fatto sognare.

Ma alla fine ci siamo rinchiusi nel salottino ad ascoltare musica.

(#238) Lo stereo di zio e le casse che ho preso garantiscono un ascolto straordinario.

Mi faccio una domanda. Quanti hanno ascoltato musica veramente?

Oggi ero in SPA e ascoltavo i cinquantenni. Parlavano di Rolex, di barche, di macchine di lusso, di escort e di come farsi il fisico a cinquant’anni. Ero lì seduto. Allibito perché gli stereotipi diventavano realtà di fianco a me. Ascoltavo e riflettevo su che cosa sia veramente importante. Ho fatto una riflessione sulla vita.

Una volta che arrivi a trent’anni sei fottuto. Obbligato a fare due figli, le tue preoccupazioni sono quelle di trovare una casa, fare un mutuo insostenibile, sposarti, arredare la casa, comprare una macchina più grande, passare il tuo tempo con persone che sei costretto sopportare mentre vai a prendere i tuoi figli all’asilo, altrimenti sei un cattivo padre.

La vita diventa un’esperienza da incubo.

Quando arrivi a cinquant’anni e hai un buon lavoro, se non hai divorziato, puoi levarti qualche sfizio. Nell’ordine di quelli che ho descritto sopra.

E allora mi domando, ma che esperienza è andare in giro con un Rolex?

Solo la paura di farselo rubare.

Le barche e le macchine di lusso mostrano solo la nostra pochezza, che senso ha comprare una Porsche per finire contro il muretto alla prima accelerazione?

Per diventare come Pedote o come Verstappen bisogna dedicare la propria vita, altrimenti la vita si immola. Claudio Salini docet.

Rimane il viaggio, chimera dei più, illusione guidata dall’ultimo tiktoker. E allora quali sono le esperienze della vita di tutti i giorni che sono degne di essere vissute?

Difficile a dirsi, perché la chimica conta e l’immensità dei nostri problemi vuole essere rispettata.

La mia umile opinione. Possiamo imparare a fare soltanto una cosa nella vita, che è la vita stessa. Ammesso che non ci concediamo alle mollezze della mediocrità.

Avere in mano il volante di una monoposto di F1 non ci rende un pilota, non ci connette alla macchina, né all’essere pilota.

Flexare oggetti è lo sport dei mediocri.

È l’urgenza di dire o fare qualcosa che ci rende vivi.

Ma se proprio non abbiamo nessuna urgenza

“Una musica può fare,
salvarti sull’orlo del precipizio,
quello che la musica può fare,
salvarti sull’orlo del precipizio,
non ci si può lamentare”

Investire in un grande impianto stereo, tra tutte le piaggerie verso la moda e la necessità di ostentazione, può darti grandi soddisfazioni. Senza dover saper fare niente. Perché anche cucinare per i bro richiede un certo livello.

Sono stato folgorato sulla via di Damasco e niente è paragonabile a mettere un grande disco su un impianto in grado di darti enormi emozioni, non lo sono le cuffie per quanto buone, né qualunque surrogato a poco prezzo.

La musica è, forse, l’unica esperienza che può rendere esaltante una vita mediocre. Quando comprerete la prossima lavatrice con la sveglia wi-fi, ricordatevelo.

“Music makes the people come together,
music mix the bourgeoisie and the rebel”.

Ovviamente sono solo autoreferenziale e ipocrita.

Correva l’anno 2000

Madonna – Music

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