#441 – Claudia Cardinale, il femminismo e l’arte del compromesso.
È morta Claudia Cardinale.
Ho letto la notizia nel salottino, mentre i Creedence Clearwater Revival girano in sottofondo, coincidenze.
Di una generazione lontana dalla mia, ho visto diversi suoi film con i miei genitori. Ma leggendo l’articolo che la commemora sono rimasto colpito, così ho deciso di approfondire.
Nata in Tunisia, francese madrelingua, è stata violentata all’età di sedici anni. Decide di non abortire. Il figlio nasce in Inghilterra e viene introdotto in famiglia come fratello minore di due sorelle. Non sarebbe stato accettabile per l’epoca vedere una ragazza madre, specialmente così giovane.
La carriera decolla, nessuna denuncia, il bambino cresce. La mia attenzione viene attirata da una foto in bianco e nero della coppia madre e figlio, nella loro casa di campagna romana. È magnetica, risale alla metà degli anni ’60. Non so dire se il bambino fosse felice, ma sembra.
Si afferma come icona di bellezza e bravura. Condivide il set con giganti del cinema: Brigitte Bardot, Alain Delon, Sean Connery, Henry Fonda, Marlon Brando, John Wayne, Marcello Mastroianni e infiniti altri. Rifiuta le avance di mezza Hollywood, gira capolavori, si fidanza prima con il suo produttore e poi si sposa con un regista.
In un’intervista rilasciata a Enzo Biagi, davanti a milioni di italiani e a un’Italia bigotta, rivela di non avere un fratello minore, ma un figlio.
Continuo a leggere e il personaggio si fa interessante. Mi piace.
Grandissima donna prende le distanze dal femminismo. Agisce e non chiacchiera. Tiene il suo bambino senza cedere alle pressioni del violentatore, che lo voleva abortito. Non cede alla pressione della società e trova sempre compromessi intelligenti. A cosa serve impuntarsi se non si ottiene il risultato?
Lei voleva essere una donna libera e indipendente come il femminismo pretendeva, ma sapeva che per farlo non avrebbe potuto essere inutilmente integralista come questo prescriveva. Donna saggia e intelligente, ha esaltato l’arte del compromesso per fare tutto quello che ha sempre voluto. Le femministe non l’hanno mai avuta.
“Io sono sempre stata padrona di me stessa, ho detto sempre dei no, senza mai compromessi. Questo è il mio modo di essere femminista.” (C. Cardinale)
Ha recitato con tutti gli attori più attraenti dell’epoca e la maggior parte ci ha provato con lei. Lucida ha parlato di estetica, le piaceva James Dean. Ma i suoi uomini non sono mai stati belli. Da gran donna qual era, aveva capito che l’estetica è una cosa, la vita è un’altra.
(#242) I social fondono, tramite la pressione sociale, l’estetica che ci piace con il partner che vogliamo. Così tutti si ritrovano a inseguire l’estetica e non la vita.
Mentre lei aveva già capito tutto.
E poi riguardo alla vita:
“Non è vero che la vita “è un lungo fiume tranquillo”. O almeno io non ci credo: l’esperienza mi ha insegnato che la tranquillità molto spesso è il contrario della vita.” (C. Cardinale)
Però l’intera sua vita ha incarnato solo l’ideale romantico.
(#417) Alla fine sono le persone che trovano il loro ideale romantico consapevoli dell’esistenzialismo che vivono le vite più piene.
E allora per stasera dedichiamole un pensiero, mentre in sottofondo il Maestro Morricone ci delizia con una delle sue migliori opere. Da uno dei capolavori del cinema di tutti i tempi, in cui lei “c’era”.
Correva l’anno 1968
Ennio Morricone – C’era una volta il west