#446 – Fake authenticity: è più semplice curare l’estetica che imparare a parlare.
Oggi è mercoledì e mercoledì vuol dire cena coi bro.
Ecco il menù:
Antipasti misti con focaccia barese
Homemade tagliatelle con porcini freschi
Brasato con la polenta
Mocaccina tradizionale
Il tutto accompagnato dal rosso del giorno, Montepulciano in purezza.
Ma alla fine la cosa importante è che eravamo in tanti e che ognuno ci ha regalato un pezzo di sé, sia in cucina sia durante la cena.
Questo non è un dettaglio e mi fa riflettere.
Sarà per la collocazione geografica, sarà per la vita che faccio, mi trovo ad avere a che fare con persone estremamente attraenti e curate.
Siamo una generazione diversa da quelle che ci hanno preceduto. La pressione sociale dei social ci spinge ad avere degli standard estetici, sia fisici che artistici molto più alti che in passato.
Addominali, pettorali, cosce, gambe torniti sono necessari per popolare le app di dating con successo. Mentre outfit curati, arredamenti di moda e luoghi esclusivi sono sfoggiati su Instagram, come un pavone apre la sua coda.
Amo sedermi e osservare le persone, delle volte anche senza alcun ritegno.
Molte si innervosiscono, alcune apprezzano. (#392) Parlo anche coi muri. La gente mi parla, mi racconta la sua vita.
Ma devo affrontare sempre almeno due scogli.
Il proverbio dice: “l’abito non fa il monaco”. Questo non è mai stato vero e men che meno lo è oggi. Il mondo contemporaneo è basato sulla fake authenticity, che altro non è che l’abito. E per fortuna.
Enormemente più semplice è comprarsi qualche abito bello, rispetto ad avere qualcosa da dire.
Come una nave in un mare in tempesta, spesso finisco contro allo scoglio della parola e affondo. Nel momento in cui proferiscono verbo, la maggior parte delle persone attraenti si trasforma in moderni Polonio. Il timbro di voce, il tono, la dizione, l’italiano e il contenuto nella maggior parte dei casi allontanerebbero anche un Orlando con le migliori intenzioni.
In questo caso è meglio evitare lo scoglio, dopo averlo avvistato, ottenendo silenzio e godendosi gli addominali.
Nel disgraziato e improbabile caso in cui l’avventore non distrugga la sua immagine aprendo la bocca, ci si trova di fronte al secondo scoglio, il disagio.
L’incapacità di prendere la vita per quello che è genera problemi psicologici invalicabili.
“La natura dell’uomo non può essere estirpata: la puoi scacciare, ma tornerà sempre…e non ridere degli altri: cambiato il nome, la favola riguarda te.” (Orazio)
Odio, rancore, invidia, gelosia solo per citarne alcune, oltre agli archetipi jungiani, rendono le relazioni insostenibili, soprattutto quando le reazioni sono di posizione. Non dare mai nessun consiglio a tua moglie direttamente. Quando lo ritieni strettamente indispensabile, convinci la sua migliore amica a farlo per te.
Si capisce ora perché avere quindici amici a tavola, sereni, sinceri, intelligenti e divertenti diventa qualcosa di impagabile, che io sono contento di avere. Anche quando il proverbio diventa reale e ci vuole qualcosa in più dei quattro soldi necessari a comprare un bel vestito.
Per tutti quelli che non capiranno o non apprezzeranno ho un avvertimento:
“Instant Karma’s gonna get you,
Gonna knock you right on the head
we all shine on, like the moon and the stars and the sun”
Correva l’anno 1970
John Lennon – Instant Karma