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#458 – Il bivio della conoscenza: fare da soli o affidarsi.

Per la serie “Saturday night dance”.

Mi ricordo la sala da ballo del Titanic e quel suo immenso lampadario. Lo sfarzo, il lusso, la luce, le paillettes delle feste. Poi il disastro. La nave che affonda, migliaia di morti, anche illustri.

Edward John Smith è l’idiota per eccellenza. Il capitano che ordinò “l’avanti tutta” in mezzo agli iceberg e che virò, quando non avrebbe dovuto farlo.

È l’esempio famoso che rappresenta tutti gli idioti minori. 

Di quest’ultimi si può dire molto. Partiamo dall’illusione.

(#335) L’illusione della conoscenza genera più danni dell’ignoranza. 

La grande protagonista di questo momento storico è proprio l’illusione, nelle sue molteplici forme. Mieterà più vittime dell’ignoranza.

Se il problema dell’ignorante era quello di difendersi dalle persone che lo aiutavano, quello dell’illuso è di difendersi da se stesso.

S’illudono di sapere di botanica coloro che si addentrano timidamente in un campo sconosciuto, sbirciando uno scorcio della vegetazione. Che siano discepoli o semplici turisti.

(#444) Come limitati esseri umani gestiamo faticosamente la routine della nostra vita, a cui siamo stati faticosamente addestrati. Di fronte alla novità agiamo come si è sempre fatto, accumulando disastri su disastri.

I più lungimiranti realizzano che non è la strada giusta, e allora cercano alternative.

Si trovano a un bivio. Affrontare la novità con le sole proprie forze oppure chiedere aiuto a un esperto? 

Sgomberiamo il campo dal pensare che queste novità siano solo quelle rilevanti per il futuro della nostra vita. Nelle banalità si nascondono le peggiori insidie.

Scegliere la strada sbagliata vuol dire assommare disastri, magari non così fragorosi come quello del Titanic, ma sufficienti a disintegrare la nostra vita.

Solo con la consapevolezza si può rispondere. Scegliere di fare tutto da soli senza averne le competenze e le capacità è un disastro annunciato, quanto affidarsi a persone inaffidabili. Inaffidabili nel raggiungere il risultato come nella volontà di volerlo realmente.

L’illusione porta a sopravvalutare noi stessi, l’ignoranza a non riuscire a pesare gli altri.

Ma una cosa è certa, cercare una via di mezzo tra le due è l’alternativa che non esiste. Se decidete di affidarvi, non mettete becco, è un atto di fede. Se decidete di fare da soli, non chiedete aiuto, perché nessuno ve ne potrà dare.

(#382) La scelta si riduce allo sviluppo della consapevolezza. In primis quella della nostra identità, che include limiti e qualità. 

“οἶδα οὐκ εἰδώς, oida ouk eidōs” (Socrate)

“Io sono più sapiente di quest’uomo; perché, a quanto pare, egli non sa nulla, ma crede di sapere; io invece, sebbene non sappia, so di non sapere.” (Platone)

La consapevolezza di essere ignoranti, di non sapere, è la base dell’esistenza di ogni uomo, oggi cancellata dalla sfavillante illusione costruita dai social. La sala da ballo del Titanic appena prima che la nave affondi.

È sulla consapevolezza di non sapere che si costruisce il sapere. A quel punto bisogna essere sicuri di se stessi.

La vita è breve. Possiamo “sapere” solo un numero limitato di cose. Non si può essere grandi musicisti, poeti, calciatori e astronauti nella stessa vita.

Così diventa semplice scegliere la strada di fronte al bivio. 

Attenzione però, quando scegliete di affidarvi, se la scelta è saggia, l’unico aspetto che dovete negoziare è l’unità di intenti. Se la fiducia non è stata ancora costruita, perché richiede tempo, contrattualizzatela. 

Per la canzone di sta sera decido di affidarmi a una delle mie band preferite. Un po’ malinconica è perfetta per questo clima che ci sta lentamente conducendo a Halloween. Ma non solo.

“Round and round and round we go,
where we stop, nobody knows,
in the end, we lose control,
but right now, we’re invincible”

Perché siamo invincibili solo il sabato sera? Let’s dance.

Correva l’anno 2025

OneRepublic – Invincible (remix)

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