#460 – Rapporti genitori e figli: la famiglia Leopardi.
Oggi è mercoledì e mercoledì vuol dire cena coi bro.
Partiamo dal menu:
- Antipasto misto con salumi piacentini
- Lasagne alla moda di Spugna
- Beef Wellington con fondo bruno e patate arrosto
- Millefoglie alla crema di vaniglia e gel di lamponi
Sicuramente il menù più impegnativo che abbiamo mai realizzato. Sia per la difficoltà dei piatti, sia per il numero di commensali da sfamare. A parte qualche dettaglio di poco conto, il risultato è stato perfetto, anche dal punto di vista tecnico.
Bonus: Instagrammabilità dei piatti.
La genesi della nota di quest’oggi, però, non viene dalla cena, ma da un evento del pomeriggio. Era qualche anno che non leggevo la traccia di un tema, fino a oggi. Per cui non posso esimermi. Vediamo quanto sono arrugginito.
“Inizio del tema sulla sorella del Leopardi, che descrive l’adolescenza di un’altra epoca e di un altro luogo.”
Il suo nome è Paolina. In omaggio al più famoso apostolo di Cristo. È la sorella di Giacomo, che diventerà il più importante e famoso tra i poeti moderni.
Passa le sue giornate in una grande casa sulla collina, isolata dal mondo. La vita dell’Italia rurale, tuttora, ma senza le macchine e senza la rete.
Oppressa dagli ingombranti e beati ospiti, non le resta che entrare nell’enorme biblioteca di famiglia e chiudere la porta. Ma senza essere vista. In compagnia dei libri, può interagire soltanto tramite lettere, che scrive con frequenza.
È in una di queste che racconta di una svolta emotiva, a seguito della lettura del capolavoro del Pellico. Una lettura che oggi riterremmo insolita per un ragazzo.
Ma quali sono le differenze tra un quindicenne di allora e uno di oggi?
In realtà non molte. L’essere umano è immutabile.
Qualcuno potrebbe obiettare che era molto isolata, e lo era. Ma questo non cambia nulla.
La noia, la solitudine e la felicità non dipendono dal numero di connessioni col mondo.
Parliamo di una famiglia integralista cattolica, come ce ne sono ancora tante. Un figlio omosessuale represso dalla madre, che per affrancarsi, prima si chiude in biblioteca e poi scappa con vari uomini. Una figlia incarcerata che mai si sposerà, senza autonomia, la cui unica attività è quella di badare alla casa.
Pur cambiando i tempi, la felicità per questi ragazzi sarebbe stata irraggiungibile. Perché non dipende dai tempi.
Magari sarebbero stati meno soli. Questo sì. L’istruzione obbligatoria avrebbe messo in difficoltà la madre carceriera. Ma il mezzo punto di istruzione parentale sarebbe anche oggi una tentazione ghiotta per la signora Adelaide.
(#417) Non resta che parlare della noia. Giacomo si inventò precocissimo il suo fine. Conoscere, come unica via per affrancarsi dalla repressione della madre. Abbandonare la fede per distaccarsi. Arrivare al razionalismo per capire la vita, che gli dedicò. Fu tanto determinato, che il suo fisico divenne deforme per riuscire a stare ore seduto.
Paolina era fortemente legata a suo fratello e si occupò di conservare e divulgare le sue opere. Anche lei trovò il suo fine. Morì sola, zitella ma rispettata. Resterà nella storia come sorella di un genio.
Lui mai s’annoio, troppo forte il suo fine. A un certo punto definì gli anni della sua formazione superiore e universitaria come: “sette anni di studio matto e disperatissimo”.
Lei non poteva vincere le convenzioni dell’epoca, ma seppe costruirsi nel tempo fini importanti. Non nel periodo adolescenziale, dove per riuscire a studiare qualcosa oltre alla musica, il francese e la religione, dovette segretamente farsi insegnare il latino da suo fratello. Così ha finalmente potuto leggere Petronio… quando si annoiava.
Oggi abbiamo ancora omosessuali repressi e donne relegate a ruoli comprimari. Alla cura della casa e della famiglia.
(#459) Le relazioni sono fatue, le discussioni sono vane e la rappresentanza è introvabile se sei un genio, o sua sorella. Ma non è un problema solo dell’oggi questo.
Le relazioni a distanza non decollano, le persone continuano a vedere le persone che hanno vicino e a farci sesso.
Nemmeno la manipolazione è cambiata. Ci sono solo più gruppi di potere che riescono ad attuarla rispetto al passato. In questo i mezzi di comunicazione contano.
Nessuna differenza intercorre tra un contadino quindicenne del diciannovesimo secolo e uno studente del tecnico di oggi. Uno ha la testa nella terra e l’altro nel telefono. La lettura e la scrittura sono sempre stati appannaggio di pochi eletti, che sia una lettera o un whatsapp. Nota il successo dirompente dei vocali. Anche qui nulla è cambiato.
“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.” (Tommasi di Lampedusa)
Tutto è cambiato, ma l’essere umano resterà sempre com’è.
(#384) Non è il trasformismo italiano. È la natura dell’uomo.
“Hush now, baby, baby, don’t you cry,
mamma’s gonna make all of your nightmares come true,
mamma’s gonna put all of her fears into you,
mamma’s gonna keep you right here, under her wing,
she won’t let you fly, but she might let you sing,
Mamma’s gonna keep baby cozy and warm,
hush now, baby, baby, don’t you cry,
mamma’s gonna check out all your girlfriends for you,
mamma won’t let anyone dirty get through,
mamma’s gonna wait up until you get in,
mamma will always find out where you’ve been,
mamma’s gonna keep baby healthy and clean,
ooh, babe, ooh, babe, ooh, babe,
of course Mamma’s gonna help build the wall,
ooh, babe, ooh, babe, ooh, babe,
you’ll always be “baby” to me,
mother, did it need to be so high?”
Correva l’anno 1979
Pink Floyd – Mother