#463 – La vita è un opale e lo scopo per viverla va inventato.
Per la serie “Saturday night dance”.
“A trent’anni spero di non essere più in questo gruppo. Magari una famiglia, un figlio e un lavoro non farebbero male.” (Francesco, 18 anni)
Come un opale, la vita cambia colore a seconda della luce.
La luce della giovinezza la farà sembrare eterna, mentre quella della senilità la trasformerà in una nera tenebra. L’opale è sempre lo stesso.
Siamo in grado di vedere quello che è, ma che non si vede (ancora)?
Icaro è la risposta. Ha capito che la cera non avrebbe funzionato solo quando l’ha vista sciogliersi.
(#417) Sappiamo della sovrapposizione quantistica tra esistenzialismo e romanticismo. Sappiamo che abbiamo bisogno di inventare il nostro fine, e questo si trova nella parte romantica.
Ma perché?
(#391) Perché l’esistenzialismo descrive la realtà per quello che è; una continua liturgia scandita dai ritmi biologici, che inizia con la nascita e finisce con la morte. Rat Race per gli anglosassoni, un’azione di ventiquattro secondi per me.
“La morte non è male alcuno, perché priva l’uomo di tutti i mali, insieme colla vita;
e non può essere male ciò che toglie ogni male. È male solo la paura della morte, la quale deriva non già dalla natura, ma dall’opinione; perché la natura non conosce né la morte, né la vita, ma solo l’essere.” (Leopardi)
Allora il problema diventa l’opinione, è tutto qui, ed essa si deve formare sul romanticismo. Il fine va inventato, altrimenti l’esistenzialismo avrà vinto la sua battaglia ed esisterà solo.
“La vita, se sai usarla, è lunga… [quindi]… Non importa quanto a lungo, ma quanto bene [si viva].” (Seneca)
Assodato che il fine va inventato, bisogna farlo. Compito arduo per persone che non ne sono use, né istruite in tal senso.
(#361) Per continuare a detenere il potere l’etica offre una selezione di archetipi di fini. La maggior parte delle persone segue il suono del flauto come i topi, ma poi si trovano senza i bambini.
(#462) La riproduzione e il matrimonio sono il fine biologico per eccellenza. La religione calma la paura della morte regalando il paradiso ai bravi bambini. Le cose materiali riempiono i rimanenti vuoti creando un guazzabuglio più simile a un cacciucco che a un canto dantesco.
(#384) Ma “il saggio non invecchia” (Seneca) e sa che per affrontare la vita bisogna purificarsi dal proprio super-io. Perché il giudizio è legato al tempo e non può essere applicato al futuro di un opale.
La vita ti porta dove vuole, come un mare in tempesta, su cui non hai alcun controllo. Costruisci bene la tua nave, caro Francesco, perché è l’unica cosa che puoi fare e non seguire il pifferaio perché ti porterà a schiantarti sugli scogli. E non giudicare, soprattutto a priori.
Perché non c’è sconto a liberarsi dalle catene dell’etica per scegliere il proprio fine. Ma bada bene che solo l’uomo istruito potrà farlo. Altrimenti sceglierà la cera per le ali che faranno volare la sua vita.
“If you wanna fly, come fly with me,
we’ll go anywhere that you wanna be,
if you’re feeling down, here’s the remedy,
losing track of time, it’s just you and me,
and we are never going home, oh-whoa, oh-whoa,
let’s go dancin’ ‘til the morning, oh-whoa, oh-whoa,
and we are never going home, oh-whoa, oh-whoa,
let’s go dancin’ ‘til the morning.”
Lasciamo che il romanticismo appaia, ci stordisca, ci rapisca e piegando il tempo ci regali una notte indimenticabile. (#356) Spiaggia, lucine, Margarita e un incredibile tramonto sul mare. Ti ricordi? Questo è l’esistenzialismo. Il dolore. Ma ora basta. È tempo di riprovarci, almeno sta notte, sperando che non finisca mai. Let’s dance.
Correva l’anno 2021
Kungs – Never going home