#465 – Lettera a Babbo Natale: malintesi sul giudicare e sull’essere giudicati.
Oggi è mercoledì e mercoledì vuol dire cena coi bro.
Rapido riassunto del menu di oggi:
Antipasto misto con salumi mantovani
Impepata di cozze
Fritto misto di pesce con verdure.
Red Velvet
La cucina ha prodotto come al solito una cena niente male, ma io non sono nel mood adatto per godermela. Però stasera vorrei scrivere una letterina a Babbo Natale, visto che ormai ci siamo.
“Le raccomando di affrontare questo momento continuando le sue buone abitudini e sviluppando le sue grandi risorse che ci ha già fatto conoscere.” (uno psicologo importante)
Questo è un estratto di un lungo messaggio che ho ricevuto inaspettatamente qualche tempo fa da una persona importante. L’ho molto apprezzato perché è giunto inatteso e perché con grande lucidità e senza mai essere ipocrita né compiacente, mi ha dato forza in un momento difficile.
Ho cercato ogni giorno di seguire tutti i consigli che mi ha dato, ma ho anch’io i miei difetti che vanno tenuti sotto controllo. In particolare ce n’è uno che mi mette in seria difficoltà. Non riesco a pretendere le poche cose elementari che desidero.
Come saprete dopo aver letto per tanti mesi il mio pensiero, ritengo che ognuno debba cercare di camminare sulla propria strada della vita. Sulla direzione e sul modo ho già detto tanto, come sulle persone che ci stanno attorno. Forse non abbastanza sull’interazione con loro.
Una delle cose di cui vado più fiero è la mia capacità di sostenerle lasciando loro la massima libertà. Io apprezzo qualunque persona a cui voglio bene, indipendentemente dal fatto che voglia fare l’avvocato, l’architetto, il pasticciere o il meccanico e la supporterò, se lo desidera. Anche se non sono d’accordo su quello che vuole fare, perché è la sua strada, non la mia.
Non ritengo che disegnare siti internet sia un lavoro per il futuro. Non consiglierò mai a nessuno di entrare in quel settore e consiglierò a quelli che lo sono di uscirne rapidamente. Ma se una persona di fianco a me fosse così motivata da volerlo fare, allora farei di tutto per aiutarla a raggiungere il suo fine. Le darei tutti gli strumenti, le competenze e le conoscenze che posseggo per sostenerla. Darei opinioni oneste e sincere, ma finalizzate solo a migliorare. Contemporaneamente la provocherei per vedere se la motivazione è sincera, o frutto di mode passeggere. Alla fine tutti da bambini volevamo fare gli astronauti.
Nonostante questo, le persone non mi trattano quasi mai allo stesso modo.
(#182, #246) Mi chiedo chi sono io per giudicare quello che sta facendo un’altra persona? Nessuno. Perché gli altri lo fanno? Nessuno può privarmi della mia visione del mondo e della vita.
(#363, #417) Perché per quanto vicine, ognuno cammina sulla sua strada, decide sola di fronte a un bivio e si inventa il suo fine. Purtroppo le persone saltano spesso sulla strada vicina, cercando di mutarne il corso.
Lo fanno perché non accettano un’idea diversa dalla loro nonostante il millantato rispetto, l’inclusione e tutte le altre belle parole di facciata. Vogliono fare quello che vogliono. Vogliono che pensi quello che vogliono.
Se dico che i femminicidi mi hanno stufato, non vi dovete risentire. Tutte le energie, il tempo e il denaro usati per ridurre centotredici decessi di donne uccise per mano di un uomo, potrebbero essere molto meglio utilizzati per salvare decine di migliaia di donne tra le 834.200 che convivono con un tumore al seno. Ma questa è la mia opinione. Purtroppo infastidirle per andare a fare le mammografie è un costo che non porta voti. Aizzarle contro gli uomini costa meno e li porta… Rispetto ma non condivido. Però rispetto.
Parlato delle idee, resta da parlare dei miei desideri. Non ne ho molti, ancora meno se si parla di cose materiali. Ma quei due o tre sembrano essere inaccettabili ai più.
Per esempio mi piace discutere di argomenti, anche molto complessi. Più sono accesi e dibattuti, più mi danno soddisfazione. Mai me la prendo sul personale. Mai m’innamoro delle mie idee, anzi mi diverto a smontarle o a farmele smontare, per poi ricostruirle. Per fortuna che ci sei tu ChatGPT.
Nonostante supporti e rispetti le persone che amo. Nonostante cerchi di viziarle e di soddisfare i loro desideri, loro non lo fanno coi miei. Ma non per cattiveria, ma perché è più forte di loro. Il mio difetto è che non mi impongo e non pretendo con la giusta determinazione quello che vorrei.
Oggi sono di cattivo umore perché nello stesso giorno è successo addirittura in tre distinte occasioni, con persone diverse. Tutte e tre le volte ho ceduto. Una in particolare mi ha provato.
Alla fine mi accontenterei di poco. Di non essere sempre giudicato malamente in primis. Poi vorrei che le persone si rendessero conto di quali sono le implicazioni delle loro azioni e delle loro richieste per la mia vita, prima di farle. Infine, caro Babbo Natale, vorrei che capissero che non li giudico se loro tifano il calcio Varazze e io invece sostengo di non seguire il calcio. Nulla di personale.
Sarei davvero contento Dott. Natale se lei potesse soddisfare questi tre desideri. Non sono gran cosa e non costan molto, molti più iPhone avrà sulla lista, quindi spero di non arrecare troppo disturbo. Ci spero proprio.
“Santa baby, forgot to mention one little thing,
a ring, I don’t mean on the phone,
santa baby, so hurry down the chimney tonight,
hurry down the chimney tonight,
hurry, tonight”.
La stagione natalizia è ufficialmente aperta.
Correva l’anno 1953
Eartha Kitt – Santa baby