#496 – La filosofia dei moventi incarnata da un album di fotografie.
Sui moventi
Mentre rileggevo alcuni scritti di Schopenhauer, mi sono chiesto perché i filosofi hanno dovuto inserire tali ed enormi forzature nei loro impianti filosofici.
Come può Schopenhauer sostenere che una sedia abbia una volontà?
Non può. Infatti il risultato fa sorridere. Ma non è il primo e non sarà l’ultimo filosofo a inventare favolette. Forse sarebbe meglio lasciare alla scienza d’indagare le questioni scientifiche e alla filosofia di analizzare le loro interazioni con la natura umana. Anche con questa restrizione resterebbero agli ultimi così tante cose da dire…
Allora le idee innate e la dimostrazione dell’esistenza di Dio lascerebbero spazio al DNA, le rappresentazioni naturalistiche lascerebbero spazio alla struttura quantistica atomica e le riflessioni sugli astri sposterebbero la terra dal centro dell’universo.
Nonostante le forzature e gli abbagli i filosofi non perdono mai l’occasione di elencare le loro prescrizioni morali, proponendosi come etica, quasi sempre inascoltata.
Ma tornando a Schopenhauer, che avevo ripreso per approfondire meglio il tema della volontà, ritengo che abbia perso una grande occasione. Sarebbe stato più interessante per me se avesse approfondito con maggiore neutralità, limitandosi all’essere umano.
In questo periodo mi sto interrogando su quelli che chiamo moventi. Perché una persona si dovrebbe alzare dal letto la mattina? Perché lo fa?
L’analisi dei moventi, incomprensibilmente, non è stata esplorata in maniera sistematica dai filosofi, soprattutto nel passato ricondotta al solo conflitto tra passioni e razionalità. Considerazioni più approfondite sono confinate al campo delle psico-neuro scienze, che però guardano il tema più da un punto di vista clinico che quotidiano.
(#361, #384) Ma se la morale contiene due informazioni, oltre all’azione da compiere, e una di queste è proprio il movente, mi domando come si sia potuto trascurare un aspetto così importante. Per ovviare al problema, nel tempo, ci si è concentrati sull’altra informazione, ovvero sull’opportunità di compiere l’azione stessa. Esercizio abusato, soprattutto quando si confonde la prescrizione con la pseudoscienza che ne valuta l’opportunità.
Continuo a interrogarmi profondamente. Perché vivere sapendo di morire? Perché amare se il fine è solo riprodursi?
(#417) Ma se la specie umana non è stata distrutta dal nichilismo, vuol dire che i moventi sono molto più forti della propria razionalità, ribaltando la prospettiva storica dell’uomo come essere razionale e restituendo alle passioni il valore che meritano.
Allora un album di fotografie diventa un simulacro. Un movente per guardare la vita che resta. Un movente che ricarica le inaridite riserve di volontà. Un movente per superare il dolore, il più grande che un essere umano possa affrontare.
Per una volta sono contento di quello che ho fatto e di come l’ho fatto. Saresti fiero di me. perché di album ne ho fatti due e uno è sul tuo tavolo.
“Pictures of you, pictures of me,
hung upon your wall for the world to see,
pictures of you, pictures of me,
remind us all of what we used to be.”
Correva l’anno 2007
The Last Goodnight – Pictures Of You