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#498 – Antivigilia di Natale tra libri, vinili e ricordi.

Oggi è martedì e martedì non vuol dire cena coi bro, ma essendo quello della settimana di Natale, lo è diventato.

Ecco il menu: 

Antipasti: misti con salumi.

Piatto unico: Pollo fritto in varie maniere e glassato con patate fritte.

Dolce: Bundt al cioccolato con marmellata ai frutti rossi, ganache all’arancia e panna montata.

La cena è riuscita benissimo, anche se non eravamo tanti. Gli impegni natalizi e i viaggi si sono fatti sentire, ma cucinare per pochi è un’esperienza molto diversa da farlo per molti e per certi versi molto più piacevole. Abbiamo anche tirato fuori un paio di bottiglie di Champagne.

Ora sono solo. È passata la mezzanotte, è la viglia di Natale e sono stanco. Oggi mi aspettano un pranzo e una cena e devo preparare la torta di Natale, che è sempre un compito ingrato, soprattutto perché siamo in tanti. Ho deciso per una Red Velvet, una torta colorata che piace ai vecchi e ai bambini; ai primi perché non si accorgono del cioccolato e agli ultimi perché amano i colori.

Questo è un bel periodo, forse il più bello dell’anno, però ci sono sempre più cose da fare del tempo che servirebbe. Da domani iniziano a rivedersi anche tutti i bro che studiano all’estero e tornano a casa per Natale. In particolare ce n’è uno con cui sono cresciuto, che vive in America e che sono molto contento di rivedere.

Nell’attesa di dormire sto tirando il fiato, mi sono seduto sul divano e ho iniziato un nuovo libro. La stanchezza sta prendendo il sopravvento, insieme ai mille pensieri che mi riempiono sempre la mia testa. Leggo, mentre i Fleetwood Mac cantano in sottofondo. Perché i dischi vecchi suonano così meglio di quelli nuovi? 

Impariamo a memoria e citiamo testi di canzoni di oggi, perché ci sembra di amarle, perché sono nuove; ma innalzandoci al di fuori dei nostri pregiudizi e pur non avendo vissuto quegli anni, devo riconoscere che lo spessore, anche letterario, dei testi delle vecchie canzoni è molto superiore.

Il libro scorre, l’ho scelto perché oltre alla trama ero interessato alla forma. Mi domando se quello che leggo corrisponda anche vagamente a quello che è stato scritto in russo, oppure se il traduttore ha inventato ex novo. Chiedo a Chat. Purtroppo la risposta è la seconda, come temevo, però il traduttore ha un buon italiano.

Allora mi domando se un lettore che ama un certo autore straniero sa che questi non ha scritto una parola di quello sta leggendo. Mi sono trovato in mano edizioni diverse dello stesso libro e, dopo averle sfogliate, mi sono reso conto che non le riconoscevo nemmeno.

Mentre questa riflessione mi tiene occupato il disco finisce. Guardo l’ora. È molto tardi, così chiudo tutto e vado a letto. Sono troppo stanco anche per terminare di scrivere questa nota, che concluderò domani. I miei pensieri sono più veloci delle mie dita, così ho preso ad appuntarmeli brevemente, per non farli sfuggire. Anche la canzone di stasera. In questo modo domani sarà come oggi. 

Voglio consigliarvi quest’album che ha una posizione d’onore nella collezione di vinili di mia zia, si chiama Rumors ed è una pietra miliare della storia della musica americana; non ve lo consiglio perché ha un testo che completa la nota, ma solo perché è la mia colonna sonora mentre la scrivo e forse, per essere del tutto onesti, anche perché contiene una quantità di classici monumentali. 

Correva l’anno 1977

Fleetwood Mac – Second hand news

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