#500 – Happy Xmas, la canzone numero 500 con Silente e lo specchio
Questo è il cinquecentesimo episodio di questa rubrica. La canzone numero trecento era stata scelta a seguito di un’estrazione tra un certo numero di proposte dei miei amici, mentre la canzone numero quattrocento era stata scelta da XXX, ed era stata un’ottima scelta estiva. Questa sera la canzone la sceglierò io.
Oggi è Natale. E si continua a mangiare.
Ecco il menu di Natale:
Antipasti 1: misti con salumi e home made giardiniera.
Antipasti 2: Tartine di 10 tipi, insalata russa, sedano rapa con maionese, quiches.
Secondo: Coniglio con peverada e polenta.
Dolce: Red Velvet.
Abbiamo deciso per quest’anno di raddoppiare gli antipasti e di eliminare il primo. Devo dire che questo ha riportato l’attenzione sul secondo, che è stato molto più gradito del solito e ha fatto sbizzarrire la fantasia di chi ha preparato gli antipasti.
A me è toccato il dolce, come al solito e la Red Velvet non tradisce mai, in una versione fedele all’originale nei cake e completamente rivista nel ripieno. Per il resto tutto ottimo.
Dopo averla tagliata e dopo averle fatto una foto di rito, il mio sguardo si sposta sui presenti scrutandoli in ogni dettaglio. Memorizzo le informazioni raccolte più per una futura elaborazione che per la loro importanza nel presente. Poi si perde attraverso l’enorme finestra che si staglia di fronte a me.
Case che ero abituato a vedere quotidianamente, ma che ora hanno un ché di poco familiare; dettagli che sono diversi dal passato e cambiamenti che il mio occhio non ha ancora registrato. Sono immerse in una grigia foschia tipica della Milano dicembrina, in cui il vero freddo non è ancora arrivato, ma in cui il sole compare con il contagocce. Tre giorni di vaga pioggerellina, inframezzata da scrosci più importanti, minano severamente l’umore delle persone più meteoropatiche. (#484) Seguendo i consigli di Epitteto, sto cercando di isolarmi dal meteo su cui non ho controllo, il risultato non è molto incoraggiante.
La giornata scorre nonostante la notte scorsa mi sia addormentato alle quattro passate, verso le 18 comincia a salire la stanchezza. Decido quindi di andare a fare un riposino che, come previsto, diventa un riposone. Mi sveglio alle dieci.
Tornato sul divano decido di buttare un occhio ai regali. Oggi non ho fatto molta attenzione, c’era troppa confusione. Sono poco legato agli oggetti, sono molto più legato alle persone, in particolare al movente che le guida quando scelgono un regalo per me.
Sono cose utili, mi colpisce una candela profumata. Adoro le candele profumate così decido di accenderla e posizionarla vicino alle altre. Il profumo è buono. Questo è un regalo gradito perché non avrei mai scelto una candela del genere; nella vita è bene non avere tutto sotto controllo, per prendere il meglio di quello che arriva e non implodere in se stessi.
In sottofondo la tele è accesa su un canale generalista, evento più unico che raro. Ieri sera abbiamo visto per la ventesima volta (in venti vigilie) “Una poltrona per due”, oggi è il turno del primo film di Harry Potter: questo almeno non me lo ricordo a memoria.
La scena si sposta in una stanza dove tra colonne medievali e pietre tipiche dei castelli inglesi Harry è seduto sul pavimento, con lo sguardo perso in un vecchio specchio posto di fronte a lui. Entra Silente. È una scena famosa. Non mi piace il dialogo che lo presenta, al contrario invece dell’immagine che lo chiude.
“Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere” (A. Silente)
(#417) Questa frase sottolinea un aspetto che forse non avevo ancora esaminato con sufficiente cura. Inventarsi un fine è per certo un’attività romantica, ma viverlo è un’attività esistenziale. Attenzione a non cadere nel tranello dello specchio: i sogni sono sogni.
“Ci sono uomini che sono rimasti lì davanti per tutta la vita, ipnotizzati da ciò che hanno visto, oppure sono impazziti, non sapendo se quello che mostra lo specchio sia reale o soltanto possibile.” (A. Silente)
Nel film compare anche un’altra frase che condivido pienamente, anche se stavolta a pronunciarla è il più malvagio tra i malvagi.
(#474) “Non esiste il bene e il male, esiste solo il potere” (Voldemort)
(#404) Ma la cosa più pregevole di tutta la saga è proprio l’equilibrio tra la consapevolezza di questo e l’identificarsi in una delle due etiche in guerra; perché se è vero che il bene e il male non esistono, si può decidere in quali valori riconoscersi.
Così anche questa volta la cultura pop si fonde con la filosofia più inaccessibile, perché alla fine, entrambe devono aiutare gli uomini a vivere.
Il film è finito, è tardi, mi è venuta fame. Penso che mangerò qualche avanzo intanto che mi godo gli ultimi scampoli di questo mood natalizio. Intanto che le straordinarie immagini di luoghi esotici scorrono sulla tele opportunamente silenziata, riparte per l’ennesima volta la playlist natalizia, da cui proviene la canzone di stasera.
Mi siedo a tavola per mangiare, per festeggiare questo Natale e per festeggiare un altro traguardo: questa 500esima song.
Buon Natale a tutti! Specialmente a tutte le persone che mi amano: i miei familiari, XXX e tutti i bro. Grazie. Grazie a tutti di cuore per esistere. Anche a chi non esiste più, ma esisterà per sempre, anche solo in un album di fotografie che io amerò per sempre.
“So this is Christmas
and what have you done another year over
a new one just begun
and so this Xmas
I hope you have fun
the near and the dear one
the old and the young.
A merry merry Christmas
and happy New Year
let’s hope it’s a good one
without any fear.”
Correva l’anno 1971
John Lennon – Happy Xmas