8 min. lettura

#508 – Sulla riforma della giustizia.

La riforma della giustizia migliora la vita dei cittadini?

Oggi è mercoledì e mercoledì vuol dire cena coi bro.

Ecco il menu di oggi:

Antipasti: misti con salumi di Varzi.
Primo: risotto ai carciofi.
Secondo: filetto dell’ebreo alla francese con brandy, aioli al basilico e patate fritte.
Dolce: cannoncini con la crema al limoncello homemade

Il filetto dell’ebreo è la grande sorpresa della serata, mentre il risotto ai carciofi si conferma essere un grande classico.

Ma niente è meglio che discutere dei grandi temi di attualità, satolli e tra i fumi dell’alcool; così stasera si è parlato di giustizia, perché il referendum divide gli animi degli italiani e anche quello dei bro.

Ignorante dei tecnicismi introdotti dalla riforma avevo bisogno di comprendere in cosa consistessero, così ho chiesto informazioni ai bro, ma le fazioni erano divise dal principio perfino sulla sostanza. Stufo di sentire opinioni contrastanti ho letto la gazzetta ufficiale n° 253 del 10 ottobre 2025 dove è riportata, per una volta in maniera estremamente chiara, la modifica costituzionale.

(#462) Entrambe le fazioni dei bro, schierate come curve di uno stadio rispetto al voto referendario, stava sostenendo una narrativa ricca di imprecisioni finalizzate a manipolare l’ascoltatore e orientare rispetto alla propria fazione.

Ho cercato di capire se lo stessero facendo in malafede, ne è emerso che nessuno aveva letto il testo della riforma; stavano parlando tutti per sentito dire da storici e magistrati di sinistra, o simpatizzanti del governo di destra.

“La comunità politica è il fine di tutte le comunità e comprende in sé tutte le altre. […] La politica ha di mira il bene umano” (Aristotele)

Condivido la posizione di Aristotele rispetto alla politica, che nulla ha a che vedere con il partitismo, da cui mi dissocio, e con l’organizzazione dello Stato; di conseguenza, come mia abitudine, entro nel merito solo del singolo provvedimento, ignorando volutamente chi l’ha voluto e perché.

Il bene dei cittadini non dipende dalla fede nell’influencer di turno (capo del partito) ma dai provvedimenti che vengono approvati dal parlamento.

Cerco di forzare la discussione in questo senso, ma emerge il secondo intoppo. I bro rifiutano di convenire che le informazioni a loro disposizione sono sbagliate, e l’elenco è lunghissimo. Per spiegarmi con qualche esempio, c’è chi nega che l’alta corte disciplinare sia un soggetto separato e non controllante dei due consigli superiori della magistratura, come afferma un noto influencer storico. C’è chi non ha letto le quote in carico a parlamento e magistratura sulla Gazzetta Ufficiale e si riferisce a numeri scritti su un noto quotidiano nazionale (abbiamo controllato, aveva ragione il bro e sono sbagliati sul quotidiano). C’è chi ha trascurato che il primo presidente e il procuratore generale della Cassazione fanno parte dei due Consigli superiori della magistratura, presieduti dal Presidente della Repubblica, aggiungendo un voto per parte e ne seguono molti altri.

(#505) Nessuno sembra voler ammettere il fatto che l’informazione a cui sono stati sottoposti è stata manipolata. (#296) Come sempre in questi casi, l’unica cosa che fa fede, ciò che si avvicina di più al noumeno kantiano, è la Gazzetta Ufficiale, ma nessuno sembra volerla veramente prendere sul serio.

Personalmente non amo una discussione in questi termini, soprattutto quando non ho un’idea formata. Li interrompo di nuovo e chiedo che per quindici minuti cronometrati ci si concentri solo sulla natura tecnica del provvedimento, li ottengo.

Devo capire due cose.

(#503) Questa riforma sposta il pendolo verso la tirannide o verso Vidra?

La manipolazione ha lavorato molto su questo aspetto perché un certo partito sostiene a spada tratta che la riforma sposti il pendolo verso la tirannide, privando la magistratura della sua indipendenza.

Attenendosi alla Gazzetta Ufficiale la riforma aumenterà la burocrazia. Gli organismi di controllo passano da uno a tre. Il meccanismo di nomina parlamentare richiederà numerosi passaggi supplementari. Il meccanismo delle liste (nonostante non se ne conoscano ancora le dimensioni) rende molto più complesso per l’esecutivo accordarsi sui nomi, e quanto più ampio l’elenco e tanto più sarà difficile farlo e la durata delle cariche è di massimo quattro anni non prorogabili.

Questa riforma, al contrario di quanto sostenuto dai più, sposta il pendolo verso Vidra, e non verso la tirannide, aumentando il numero delle sue liane e rendendole sempre più forti e grosse.

Non ci sono rischi nemmeno rispetto all’equilibrio dei poteri, quello giudiziario ne uscirebbe sicuramente fortificato. Lo sarebbe tanto di più quanto più ampie saranno le liste imposte per le nomine del parlamento. Ma se non vogliamo aspettare il decreto attuativo, possiamo di sicuro sostenere che non ne uscirebbe indebolito.

(#442) Rispetto all’indipendenza dei magistrati ci sarà un cambiamento. Cerchiamo di non cadere nell’errore di pensare che se si è sempre fatto così allora è giusto continuare allo stesso modo; perché, tra le democrazie occidentali, il sistema giudiziario italiano è uno dei peggiori nei parametri chiave: come la lunghezza dei procedimenti e l’uniformità di giudizio. Evitiamo anche di cadere nell’errore opposto di voler cambiare le cose a tutti i costi.

“Est modus in rebus (c’è una misura nelle cose)” (Orazio)

Così resta un punto importante.

“Un politico onesto è colui che, quando viene comprato, rimane comprato.” (S.Cameron)

“Un governo che deruba Pietro per pagare Paolo, può sempre contare sul sostegno di Paolo.” (G.B Shawn)

“La mano che dà è al di sopra di quella che riceve.” (attribuita a Napoleone)

Se ti stai chiedendo cosa c’entrano i politici con i magistrati, devi accettare il fatto che quando svolgono una campagna elettorale per essere eletti nel CSM lo diventano e valgono anche per loro le stesse regole.

Il risultato è che in linea generale una persona, per essere eletta, deve chiedere tanti e tali favori che, quando dovesse succedere, dovrebbe passare molto del suo mandato a restituirli.

Inoltre, prima di essere dei magistrati, sono degli esseri umani. Hanno una famiglia le cui idee partitiche li hanno formati quando erano più plasmabili. Hanno studiato legge, la disciplina dell’interpretazione, assorbendo le ideologie dei propri professori. Hanno fatto parte di associazioni studentesche più o meno partiticizzate e così via.

Il magistrato non sarà mai indipendente per definizione.

Si discute quindi sul meccanismo che gestisce la loro dipendenza partitica; può un sorteggio migliorarla? Non ho una risposta, l’unico modo per saperlo sarebbe quello di provare il nuovo sistema e paragonarlo al precedente.

Allo stesso modo, nulla si può dire a priori sul fatto che una dicotomia dell’organo di controllo possa ridurre l’efficacia del potere giudiziario; ci sono pro e contro che solo la pratica potrebbe evidenziare con certezza.

Rimane ora la seconda e ultima domanda a cui avremmo dovuto trovare una risposta nei benedetti quindici minuti.

La riforma migliora l’interesse dei cittadini giudicati e delle vittime? In che modo?

Non lo so. Quello che mi sembra poter dire con certezza è che non tocca gli aspetti più operativi e che palesemente funzionano male del sistema giudiziario.

Lo spirito della riforma è quello di ottenere due CSM più liberi di effettuare quei cambiamenti interni che sono prerogativa unica del potere giudiziario e che rendono l’esperienza del tribunale così tortuosa, e spesso ingiusta, ai cittadini.

Bisogna anche aggiungere che la bontà di un giudizio dipende, anche, dalla bontà delle leggi, e che queste sono prerogativa del potere legislativo. Il parlamento non può quindi addossare ai magistrati tutta la responsabilità degli scarsi risultati della giustizia italiana.

Terminati i quindici minuti, le nubi nella mia mente si sono molto diradate.

Cosa votare quindi?

Dipende dall’obiettivo che volete ottenere. Se volete spostare il pendolo verso Vidra e tutelarvi contro l’esecutivo tiranno, dovete votare a favore della riforma. Se votate contro, invece, le cose rimarranno come sono, con un forte centro di potere nella magistratura, che potrebbe essere un male, come il contrario.

Visto che i problemi attuali del sistema giudiziario dipendono dal fatto che siamo troppo spostati verso Vidra, forse sarebbe il caso di votare contro, ma se l’unico modo che riporta verso la tirannide è tagliare la testa al mostro, allora forse bisognerebbe votare a favore.

“Qualcuno doveva aver calunniato Josef K., perché, senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato. […] Il tribunale non cerca la colpa, ma viene attirato dalla colpa. […] Non è affatto necessario che tutto sia vero, basta che sia necessario. […] Gerarchia infinita, così almeno la immagina il tribunale. […] Davanti alla legge sta un guardiano. […] Questa porta era destinata soltanto a te. Ora vado a chiuderla. […] Come un cane!» disse, e gli parve che la vergogna dovesse sopravvivergli.” (dal processo di F. Kafka)

Ma veniamo al risultato della discussione, ovvero assolutamente nessuno. Nonostante le evidenze, la gazzetta ufficiale e le valutazioni tecniche nessuno dei bro ha accettato di entrare nel merito dell’argomento, né ha preso in considerazione che la sua idea pregressa potesse essere stata manipolata.

(#384) La fede nel partito e nel suo influencer principale ha prevalso, come succede con la teoria di Pac-Man per i terrapiattisti. Questa è la dimostrazione di come il flauto argentato dell’etica prevalga sempre sulla capacità critica, anche quando esiste e non l’ha già manipolata.

(#404) E allora, mancando la rappresentanza, cambierò strategia, cercandone una vincente.

“Wake me up before you go-go,
don’t leave me hanging on like a yo-yo,
wake me up before you go-go,
I don’t wanna miss it when you hit that high,
wake me up before you go-go,
‘cause I’m not plannin’ on going solo,
wake me up before you go-go,
take me dancing tonight,
I wanna hit that high.”

Metterò un vinile d’annata direttamente dalla collezione di mia zia, un grande classico, lo ascolterò e poi seguirò il consiglio di George: “take me dancing tonight”.

Correva l’anno 1984

Wham! – Wake me up before you gogo

non ci sono ancora commenti per questa riflessione

Scrivi un commento

Your email address will not be published. I campi obbligatori sono contrassegnati *