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#514 – La teoria dello stupido sciame.

I complotti esistono davvero?

Oggi è mercoledì e mercoledì vuol dire cena coi bro.

Ecco il menu di oggi:

Antipasti: misti con salumi pavesi.
Primo: elicoidali alla salsiccia.
Secondo: picanha alla griglia con rösti.
Dolce: torta Anna, con pan di spagna e mousse al cioccolato.

La cena è stata caratterizzata dal fatto che metà dei bro erano a casa con l’influenza. Essere tornati, anche per una sola sera, sotto la decina, ha reso l’atmosfera più raccolta e più adatta alle grandi discussioni; quale occasione più ghiotta per aizzarli in una discussione sulla teoria dello “stupido sciame”.

Sono anni che sento parlare di complotti, come se al mondo non esistesse null’altro. Col passare del tempo mi sono fatto una domanda in merito.

Quante sono le persone al mondo così intelligenti, potenti, piene di tempo e di risorse votate a organizzare i complotti?

Basandomi sull’evidenza dovrebbero essere un numero immane e dovrebbero guidare organizzazioni grosse e complesse. Guardando il mondo per com’è, però, questo non sembra essere realistico; d’altro canto non si può negare una certa direzione che guida i fenomeni e che fa gridare il popolo bue al complotto.

Proprio per spiegare questo fenomeno ho elaborato la teoria dello stupido sciame.

(#361, #384) Se spogliamo ogni essere umano del proprio corpo, il mondo sarà popolato da tante differenti morali quanti sono questi ultimi.

Accanto a queste ci sono le etiche, ovvero le morali imposte. La nascita di un’etica, infatti, avviene quando una morale viene imposta a un’altra. In questo modo si creano numerose etiche, dette minori, che cresceranno di dimensione all’aumentare del numero di morali che controllano. Tra tutte queste ce n’è una, la più grande, che controlla il sistema, detta etica vigente.

Per esempio la famiglia è un’etica minore applicata a un numero ridotto di morali: i figli, i nipoti ed eventualmente i parenti. Un’associazione sportiva è un’etica più grande, applicata localmente ai ragazzi che fanno sport. La scuola è un’etica applicata agli studenti, quindi ancora più grande e così via, fino ad arrivare allo Stato, l’etica vigente.

Le morali possono essere temporaneamente in attrito o in accordo tra loro e allo stesso modo le etiche (che sono morali imposte).

Ma un insieme di morali (o di etiche), come si comportano?

Nel prato che confina con la nostra casa in montagna si trovano una trentina di arnie, fin da bambino ho avuto il piacere di osservare le api in natura e, mascherato di tutto punto, di vedere dall’interno com’è fatto un alveare. Sono sempre stato affascinato dalla loro organizzazione, così l’ho studiata.

Ci sono tre modelli a cui si è tentato di riportare il loro comportamento. Il primo è quello dello sciame (swarm intelligence):

“Per sciame si intende il movimento collettivo di un gran numero di individui dotati di movimento autonomo.” (D. Sumpter)

Il secondo è quello dell’alveare (hive mind):

“L’alveare è la cavità-nido che ospita una colonia di api mellifere [..] e funziona come spazio vitale e centro organizzativo della colonia.” (T. Seeley e J. Tautz)

Il terzo è quello del super-organismo (formicai):

“Una colonia eusociale altamente integrata in cui gli individui funzionano come parti specializzate di un unico organismo biologico.” (Hölldobler and Wilson)

Per cercare di spiegare il comportamento delle morali, a questi tre se ne sono aggiunti molti altri di tipo: organico, psicologico, tribale e così via, che personalmente ritengo meno calzanti.

(#384) Come possono grandi gruppi di morali essere portati, nell’immediato, a riscrivere parti delle proprie righe? Come si può far cambiare loro ciò che ritengono giusto o sbagliato e la loro motivazione nel farlo?

(#496) Morali ed etiche guidano l’uomo nella moltitudine di modi di cui ho lungamente parlato in passato.

Se il modello del super-organismo rappresenta meglio le scelte (righe) delle morali nella vita quotidiana del sistema sociale, i due precedenti ne spiegano meglio i movimenti estemporanei.

Escluso per il nostro ambito di analisi (movimenti temporanei di morali) il modello del super-organismo, le morali seguiranno una logica distribuita come quella di uno sciame (swarm intelligence) oppure una centralizzata più simile all’alveare (hive mind), come quella del Mindflayer di Stranger Things o dello sciame di Krall in Star Trek?

(#484) A tratti il comportamento delle morali potrebbe ricordare quello di una swarm intelligence; basta una rapida osservazione, però, per verificare che ne mancano i presupposti fondamentali. ES, infatti, interferisce pesantemente, e se questo è un bene per i moventi, diventa un grande limite per il modello. ES odia la diversità, l’indipendenza, l’equilibrio tra feedback positivi e negativi, la decentralizzazione e la certezza della comunicazione, che sono i parametri indispensabili per poter parlare di sciame.

Tecnicamente non possiamo parlare nemmeno di un modello hive mind, perché ogni morale non è direttamente sovrascritta da entità esterne, ma solo da IO.

Eppure i grandi gruppi di morali, nei loro movimenti estemporanei, sembrano comportarsi proprio come fossero degli sciami, ma che si comportano come se avessero una coscienza collettiva (hive mind).

(#480, #481, #484, #503) Approfondendo l’analisi, le morali sono prodotte da IO ma sono governate perlopiù dall’etica vigente da un lato, tramite Super-IO e dall’altro dalla natura dell’uomo, il DNA, tramite ES.

Tieni presente che ci sono tanti Super-IO quante sono le morali, e che ogni Super-IO è la somma pesata dei Super-IO generati dalle etiche che controllano quella specifica morale.

La volontà non è altro che la vincitrice nella guerra tra ES e Super-IO che IO si limita semplicemente a ratificare; IO non genera moventi.

Questo meccanismo permette di creare una coscienza collettiva (hive mind) senza bisogno di dover sovrascrivere direttamente le singole morali, né di esercitare un controllo diretto o coercitivo su di loro. All’entità che vuole costituirsi come coscienza collettiva è sufficiente creare un sistema di incentivi sufficienti a soddisfare sia ES che Super-IO, per ottenere che la maggior parte delle morali siano sovrascritte immediatamente e allo stesso modo, ottenendo uniformità di pensiero o di azione, in linea con la coscienza collettiva.

Se questo sistema di incentivi viene istituito dall’etica vigente, per definizione, sappiamo che sarà di gradimento di ogni Super-IO. Se l’etica vigente conosce abbastanza bene la natura dell’uomo per saper cosa gradisce ES, allora il sistema di incentivi fungerà come hive mind dello sciame di morali.

Se invece è un’etica minore che prova a costituirsi come intelligenza collettiva, il compito sarà più arduo, perché il suo Super-IO è più debole di quello dell’etica vigente. Le etiche minori riescono nel loro intento quando il loro sistema di incentivi è volto a soddisfare pienamente ES, mentre la componente di Super-IO derivante dall’etica vigente è particolarmente opprimente.

Questo modello dello stupido sciame rappresenta meglio il fenomeno delle migrazioni temporanee di grandi gruppi di morali e chiarisce che per dirigerli non è necessario un complotto, ma solo un sistema di incentivi ben fatto. Non sono necessarie milioni di persone e grandi organizzazioni, ma il potere di controllare alcuni nodi chiave.

Le morali si comportano come uno “stupido sciame”, spinto dalle pulsioni di ES, ma la cui direzione è data dal flauto che in quel momento suona più forte; flauto che, di fatto, diventa la coscienza collettiva.

(#404, #474) Mentre i bro addentano la picanha, io finisco di elaborare questa stupida teoria che, alla fine, mi riporta al solito problema della rappresentanza. Se faccio parte di uno stupido sciame che sta seguendo il terrapiattismo bulgaro cosa posso fare?

Devo sfilarmi e volare solo, sfidando le intemperie, verso una destinazione sconosciuta…

“C’è che prendo un treno che va,
a paradiso città,
e vi saluto a tutti e salto su,
prendo il treno e non ci penso più,
un viaggio ha senso solo,
senza ritorno se non in volo,
senza fermate né confini,
solo orizzonti neanche troppo lontani.”

Correva l’anno 1995

Gianluca Grignani – Destinazione Paradiso

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