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#487 – Anche i luoghi comuni hanno un fondo di verità.

Sui cliché e sui luoghi comuni

I concetti elementari sono insidiosi, perché sono difficili da capire. Inizialmente in difficoltà, concentriamo i nostri sforzi nella loro comprensione, senza certezza della quantità di energia necessaria a raggiungere il risultato. Una volta raggiunto, il guerriero esausto ha bisogno del suo riposo, e qui commette un errore madornale.

Non è la comprensione del concetto elementare il vero problema, ma la comprensione delle sue implicazioni nella nostra vita. Ma il guerriero stanco non ci arriva e si ferma prima.

(#428, #459) Tenendo a mente questo presupposto, m’interrogo sui luoghi comuni; qualcuno è più accurato di altri ma, limitandomi per ovvi motivi ai primi, sono davvero una piaga?

Dipende dall’uso che se ne fa, o meglio dal tempismo del loro uso. Perché è il tempo il concetto elementare più insidioso tra tutti.

Per tanti anni ho fatto sport ad altissimo livello, allenato da persone dello stesso livello. La cosa che mi scocciava di più era che, pur ragionando per luoghi comuni, avevano sempre ragione. Se non è cieco o di scarsissimo livello, un allenatore non può sbagliare quando corregge un giocatore, perché descrive la realtà, perché corregge quando le cose sono già successe: che sia un passaggio finito contro il muro, o un tiro che non è andato in porta.

Questo è quello che fanno tutti gli osservatori. Si limitano a constatare qualcosa che è successo nel passato più o meno prossimo. Se sono di livello, osserveranno in maniera accurata e gli eventi riportati potrebbero ricadere in un luogo comune, in questo senso non c’è motivo di denigrarlo.

Pensandoci bene si tratta di sociologia, forse meno ricercata nei termini ma, se accurato, un luogo comune ha lo stesso valore di una disamina sociologica su classi sociali, generazioni, ruoli, gruppi e comportamenti ricorrenti, o forse anche questa lo è.

Quando i luoghi comuni diventano un problema?

Quando vengono usati prima che le cose siano successe. Quando l’osservatore si trasforma in Nostradamus e sostiene che le cose andranno come il luogo comune prescrive.

Perché come una grande statistica, anche il luogo comune più accurato ha bisogno di numerose occorrenze per verificarsi. La singola giocata potrebbe comportarsi diversamente senza inficiare la media. La persona saggia dovrebbe tenere presente come le cose più facilmente potrebbero andare, senza dimenticarsi, però, che potrebbe succedere di tutto.

Ma non bisogna dimenticarsi che la maggior parte delle persone non sono sagge. “Il volgo non pensa: ripete.” (G. Lopardi) e così “il luogo comune non è ciò che è falso, ma ciò che non viene più pensato.” (U. Eco) perché “La maggior parte delle persone preferirebbe morire piuttosto che pensare. E infatti lo fa.” (J. Swift).

La conclusione è che: “Il luogo comune è il fondo dell’umanità.” (G. Flaubert)

Questa conclusione deriva dal fatto che nel corso della storia i luoghi comuni sono stati largamente utilizzati per indirizzare le masse dal punto di vista ideologico. Ancora oggi succede, tant’è che la manifestazione di stasera che ha sostato lungamente sotto casa, ha visto succedersi un’accozzaglia di luoghi comuni come partigiani contro fascisti e resistenza a oltranza, nel 2025. Meno male che Hume non può sentire mentre i comunisti riposizionano il suo problema dell’induzione.

(#486) Pur tenendo presente tutto ciò, non posso esimermi come moderno flâneur di riportare le mie osservazioni, e se queste ricadono in un luogo comune, oppure se il lettore intravvede in esse un giudizio morale, non credo di essere nel torto. E allora il PT è il più sfigato della palestra, il ragazzino ricco è solo ed è stato scaricato dal padre e così via.

Perché spesso i luoghi comuni si avverano ed è tanto da stolti seguirli senza pensare quanto negarli quando si sono palesati. Il problema è che alla fine, però, le frasi scritte sui bigliettini dei Baci piacciono a tutti.

“A real hologram!
I mean not real, but almost a real hologram,
hey there, people, I’m Bobby Brown,
they say I’m the cutest boy in town,
my car is fast, my teeth is shiney,
I tell all the girls they can kiss my heinie,
here I am at a famous school,
I’m dressin’ sharp, I’m actin’ cool,
I got a cheerleader here wants to help with my paper,
I’ll let her do all the work ‘n’ maybe later I’ll rape her,
oh God I am the American dream,
I do not think I’m too extreme,
and I’m a handsome sonofabitch,
I’m gonna get a good (Glove) job ‘n’ be real rich,
(Get a good, get a good, get a good, get a good).”

Correva l’anno 1979

Frank Zappa – Bobby Brown goes down

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