#553 – Può esistere una “relazione seria”?
Sono appena uscito dalla palestra, fa caldo e cammino nell’agostana desolazione milanese, intorno a me risuonano solo lingue straniere. Le giornate si sono significativamente accorciate e il sole sta sparendo dietro ai palazzi più alti che costeggiano corso Garibaldi, lasciando spazio ai primi sprazzi di oscurità.
Il passo spinto concilia le riflessioni, ventisette minuti per arrivare a casa.
Cos’è una relazione seria?
Il mio punto di vista è completamente diverso da quello delle ultime cinque persone che questa settimana si sono lamentate con me di non riuscire a trovare un fidanzato, così vorrei cogliere l’occasione per condensarlo in qualche riga.
(#494) Riguardo alla parola relazione hanno già detto tutto gli antichi che la caratterizzavano con tre parole: affectio, amor et cupiditas, a seconda della fase in cui si trovavano gli amanti. Poi è arrivato Chrétien de Troyes, l’inventore dei principi azzurri, che ha confuso le idee a tutti inventando l’amor cortese, senza specificare che è un’invenzione.
(#417) Visto che comprendere il concetto di sovrapposizione quantistica è impossibile per i più, alla fine, l’essere umano deriva nel baratro quando sceglie l’esistenzialismo dell’inadeguatezza e nel romanticismo quando possiede il proprio amato.
(#464) Questo ci fa perdere di vista le nostre azioni, che poi sono quelle che creano l’opera e decretano il nostro successo o insuccesso nel raggiungere lo scopo della vita. Quindi concentriamoci su di esse.
Per iniziare una relazione serve pescare un pesce. Una volta pescato, dobbiamo metterlo nella nostra boccia personale. Infine bisogna evitare che, come Nemo, riesca a sfuggire dallo scarico del lavandino.
(#539) Per farlo servono due qualità, la prima è quella di saper far abboccare un buon pesce, la seconda è quella di saper fare quello che serve per trattenerlo. Purtroppo padroneggiare solo la seconda è assolutamente inutile.
Non è mia pretesa scrivere un manuale, ma solo chiarire alcuni punti che indicheranno la via per diventare un Bravo Don Giovanni.
Sedici minuti per arrivare a casa
Per prima cosa vai a pesca. Usare la canna, scegliere l’esca giusta, trovare il posto migliore, all’orario migliore e affinare la pazienza non sono cose innate, vanno imparate ed esercitate con costanza.
Attenzione all’inganno del buon Chrétien: non saprai mai, a priori, che pesce pescherai.
Per quanto tu sia l’esca, e la #464 e la #539 spiegano il perché, troppe sono le variabili che portano un pesce ad abboccare. Se metti dei vincoli troppo rigidi tornerai a casa senza pesci e salterai la cena.
Così diventa chiaro che cercare una relazione seria è una richiesta irrealizzabile. Una relazione diventa tale dopo sei mesi di frequentazione in cui gli amanti si vedono almeno due o tre volte alla settimana; diventa seria se il termine si sposta a un paio d’anni.
Condizione necessaria, quindi, per poter parlare di una relazione seria è la sua durata o, se vogliamo, il numero di ore passate insieme. Ma questo non può essere che la conseguenza e non il presupposto…
Così possiamo elencare relazioni nate dal peccato e dal piacere di una notte, che si sono trasformate non solo in relazioni serie, ma decisive nella vita delle persone coinvolte: Emmanuel Berl e Suzanne Muzard, Sonia e Raskol’nikov, Marguerite Gautier e Armand Duval, Violetta e Alfredo, Anaïs Nin e Henry Miller, giusto per citarne alcune molto diverse tra loro.
Visto che le prime due fasi di una relazione sono amor e cupiditas, segui i romani, lascia Chrétien de Troyes per le fiction ed esci con tutti quelli che abboccano: avrai tre “imperdibili vantaggi”.
Otto minuti per arrivare a casa.
Il primo è che farai esperienza e quindi diventerai assai più bravo, aumentando la probabilità di pescare un pesce che ti aggrada.
Il secondo è che mentre lo fai ti divertirai.
(#543) Il terzo è che a un certo punto il tempo passerà e senza nemmeno essertene reso conto, ti troverai in una relazione seria, e se avrai seguito questi consigli avrai fatto abbastanza esperienza (in ore) per riuscire a evitare che il tuo pesce scappi per lo scarico. Ma anche se questo dovesse succedere, sarai sempre abbastanza esperto da poter ricominciare perché, con l’esperienza, avrai capito che, infine, non sei un pescatore ma un’isola nella corrente.
“I need you tonight
‘Cause I’m not sleepin’
There’s something about you, girl
That makes me sweat”
Sono a casa, gira un vinile con cui sono in fissa da due mesi, si chiama Kick. E la canzone che passa ora “è perfetta”.
Correva l’anno 1987
INXS – Need You Tonight