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#356 – Un incontro nel cuore.

Un profumo di vaniglia pervade casa. Quella vaniglia cicciona, unta, lucida, enorme, che sembra uscita da un TikTok di Cedric Grolet e che, dopo averla tagliata, ti resta sulle mani e riempie di profumo anche tutti i vestiti. La panna in pentola rumoreggia leggermente mentre un termometro ne controlla la temperatura, sprigionando ancora di più quel profumo di vaniglia e latte che mi ricorda le colazioni che facevo da bambino.

Io sono sul divano mentre attendo che l’infusione faccia il suo corso. La stanza è illuminata da un sacco di lucine, quelle dell’albero, quelle sotto la tele e quelle di una piantana tatticamente posizionata. Sto sfogliando le nostre foto. Foto bellissime. Mi piace fotografare le persone che riempiono la mia vita per poi ripercorrerla in ordine cronologico, come fosse un grande video in slow motion. E tu sei * protagonista.

Le foto si fondono con i ricordi che conservo nel tuo scompartimento del mio cuore. Quando ci entro, vedo la classe di un arredamento elegantissimo, ma che non mette in soggezione. Legno e tappeti si accostano a marmo e materiali pregiati. T’incontro sedut* su un divano rosso, il tuo preferito. M’accogli con un abbraccio infinito in cui sembri perderti. Le mie braccia lunghe e i miei centimetri mi permettono di avvolgerti e di farti scomparire come se potessi proteggerti dal mondo.

Ti guardo, tu mi guardi, mi baci e continui ad abbracciarmi. Guardo la libreria di fronte a noi. Ci sono i nostri dischi, la statuina che mi hai regalato dopo averla caricata con la tua anima, i nostri libri, le tue piante preferite e le candele profumate per cui vai matt*. Sei tranquill*, sorridente, pront* a combattere per guadagnare il prossimo metro. Contemporaneamente sei al mio fianco, non puoi difendermi, né proteggermi ma sai metterti vicino a me, discretamente e consigliarmi in maniera geniale.

Vuoi sapere tutto quello che è successo dall’ultima volta che sono venuto a trovarti. Ti aggiorno. Sono successe molte cose, il tempo passa veloce mentre ti racconto tutto. La luce ti illumina il volto e ti rende ancora più bell*.

Gli occhi, quegli occhi, risplendono riflettendo la tua intelligenza fuori dal comune. Anche questa volta mi consigli alla perfezione e ti occupi di sorvegliare che vada tutto bene, che non mi faccia sopraffare da persone invidiose, malvagie, ingrate e approfittatrici. Ti curi di me perché sono la tua cosa più importante e io ti amo per questo.

Poi ci uniamo, in silenzio, in un rituale che ben conosciamo e che fonderà le nostre anime.

Giunge l’ora di andare. Ci abbracciamo alla nostra maniera, ti stringo la mano mentre esco. Chiudo la porta del tuo scompartimento del mio cuore e raduno le fotografie nell’album che ti ho preparato.

Camminando verso casa un pensiero si fa largo nella mia testa:

“‘Cause nothing compares
Nothing compares to you”

Correva l’anno 1990

Sinéad O’Connor – Nothing Compares to You

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