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#526 – I mille punti di vista su una verità che non esiste.

Oggi è mercoledì e mercoledì vuol dire cena coi bro.

Ecco il menu di oggi:

Antipasti: misti con salumi e grissini, pizzette e rotelle di sfoglia.
Piatto unico: coda alla vaccinara pullata in tasca di pane naan con patate arrosto.
Dolce: tarte tatin.

Cena sperimentale ma molto ben riuscita. L’idea di pullare la coda alla vaccinara è stata decisamente furba, si ottiene una specie di pulled pork ma con un sapore totalmente diverso. Abbiamo fatto il pane naan, l’abbiamo tagliato a metà e poi aperto, in modo da ottenere una tasca in cui inserire la coda.

Mi era avanzata della pasta sfoglia così ho deciso di fare una tarte tatin, che è venuta particolarmente bene, e una serie di antipasti come grissini, pizzette e rotelle che io non amo particolarmente, ma che agli italiani piacciono molto. Grande successo.

Ed è stata proprio la pasta sfoglia a far entrare finalmente la discussione nel vivo dell’argomento che, dopo la lunga sequela di schermaglie avvenute nelle settimane precedenti, ribolliva gli animi.

La discussione è stata a tratti molto tecnica, troppo, dal mio punto di vista senza ragione. Scadere nei dettagli tecnici fa perdere il quadro generale e la logica della discussione, bisogna domandarsi se gli interlocutori lo fanno per deformazione mentale o come artificio retorico. In questo caso propendo per la prima.

(#523, #524) Qualche tempo fa ho parlato dell’intervento di un ex ministro in un liceo, quello che non vi ho detto nelle due note precedenti è che la domanda che lo studente le ha fatto, l’avevo scritta io. Eccola per intero.

Premessa:

“Per sintesi espositiva possiamo dire che i principi generali e la parte prima della costituzione trattano principalmente cinque argomenti: cosa possono fare le persone e cosa lo Stato impedisce loro di fare, il sistema sociale privato basato sulla famiglia e sul matrimonio (senza intervenire sul diritto ecclesiastico cattolico storicamente dominante l’istituzione), il sistema sociale pubblico basato sul lavoro e sulla sua organizzazione, la gestione di un sistema di tassazione progressivo e basato principalmente sul concetto di contribuzione (reddito in senso lato) e la definizione di proprietà. La parte seconda riguarda l’organizzazione dello stato.”

Constatazione della realtà:

“Nel 2026 solo un italiano su tre (circa) lavora, i matrimoni si sono ridotti a meno della metà rispetto a quarant’anni fa e, di questi, metà si trasformano in divorzi. La popolazione continua a diminuire e la tassazione reale dei lavoratori si avvicina al settanta percento. La maggior parte delle tessere sindacali sono di pensionati e il valore del patrimonio immobiliare si sta riducendo spinto dal calo demografico.”

Domanda:

“Si stima che l’intelligenza artificiale ridurrà la forza lavoro a una percentuale che potrebbe oscillare tra il dieci e il trenta percento dell’attuale, dipingendo un quadro in cui cinquantacinque milioni di italiani passerebbero la loro giornata a casa senza reddito, sostituiti da agenti, droni e robot; un quadro in cui la proprietà dell’intelligenza artificiale e delle risorse per farla funzionare diventa fondamentale.

In questo quadro la costituzione che già rappresenta malamente la realtà, diventerebbe come uno specchio che restituisce l’immagine di una persona diversa da quella che ha di fronte. Come andrebbe modificata per affrontare le sfide del futuro? Modifiche che dovrebbero riguardare anche la parte seconda che, ad oggi, ha garantito governi della durata effettiva di poco più di dodici mesi e che, in un contesto come quello descritto, sarebbero pressoché inutili.”

La domanda non vuole essere una domanda sui tecnicismi, su cui sempre si discute quando si parla con qualche ottuso leguleio, ma sulla logica con cui è stata costruita.

Per chi non lo sapesse, la costituzione non è altro che lo statuto che contiene l’insieme delle regole che lo stato si è dato per governare la vita quotidiana dei suoi cittadini. Tutte le volte che questa rappresenta male la realtà diventa una vessazione per le persone dove norma male l’esistente e le lascia troppo libere dove non norma fenomeni in corso che non rileva. Il concetto di stabilità della costituzione mal si concilia a un mondo dove la tecnologia si muove a passi veloci, dove la realtà muta in maniera sostanziale in tempi relativamente brevi.

Ho fatto la stessa domanda a diverse intelligenze artificiali, di norma estremamente conservative in queste tematiche e sono stato sorpreso dalle loro risposte:

“Se l’AI riducesse davvero il lavoro umano a una percentuale compresa tra il dieci e il trenta percento dell’attuale, allora la Costituzione italiana non sarebbe solo vecchia, ma diventerebbe strutturalmente incompatibile col sistema economico reale, perché oggi: lavoro, tassazione, welfare, rappresentanza e dignità sociale sono tutti concatenati. Se salta il lavoro, salta l’intera architettura implicita del dopoguerra.”

A questo punto si capisce meglio quanto ho scritto nella (#524) riguardo all’ex ministro, esperto giurista, che ha risposto alla domanda sostenendo che: “l’intelligenza artificiale non porterà a nessuna modifica importante sulla società italiana, o quantomeno non più di un frigorifero o della rivoluzione dell’internet.”

Vista la grande considerazione professionale che nutro per questo ex ministro, che si discosta profondamente, a livello di competenze, dal politico medio, dopo averla ascoltata mi sorge una domanda inevitabile: sta negando l’evidenza dell’intelligenza artificiale per opportunità politica o per ignoranza tecnologica legata all’età?

(#480) Visto che sappiamo che la verità non esiste. Dopo aver ascoltato e riascoltato la registrazione della risposta, viste anche l’eloquenza e la passione nel sostenere la propria tesi, propendo per la seconda. Chi non ha ancora avuto a che fare con l’AI “vera” (che non è il sito di Chatgpt), non può averne ancora viste le potenzialità.

Ammettendo che questo sia il punto di vista della classe politica più illuminata, cosa succederà ora?

Qualcuno potrebbe pensare di gestirla nel modo italico: negando il cambiamento, provando a bloccarlo ritardandone il più possibile gli effetti, preservando gli attuali oligarchi mantenendo il sistema acchitato da democrazia rappresentativa, agendo come se potessimo avere il controllo locale dei nostri affari.

Ma per quanto sarà possibile farlo?

Credo che proprio sull’ultimo punto ci saranno i maggiori problemi. La situazione politica internazionale è la cartina al tornasole del fatto che gli altri si stanno già muovendo. È notizia di ieri sera che gli Stati Uniti, che volevano la Groenlandia, non l’hanno invasa, ma se la sono comprata. La battaglia sulle materie prime, energia inclusa, necessarie a garantire il funzionamento dell’AI è già incominciata da tempo, a partire dall’invasione cinese dell’Africa.

Non penso che potremo isolare il nostro sistema economico sociale, preservando lo status quo, per molto tempo.

Cosa fare allora?

Senza cadere in falsi entusiasmi o in inutili disfattismi, ci sono diverse cose che come Stato autonomo potremmo fare, e altre che potrebbe fare l’Europa, bisogna però tenere presenti due principi molto importanti. Il primo è che non è semplice prevedere né cosa succederà né le tempistiche esatte del cambiamento. Il secondo è che ogni cambiamento lederà interessi, privilegi e condizione economica di intere parti della popolazione. Non uso la parola classe sociale perché troppo aggregata, in questo momento storico, per rappresentare la realtà.

Sono temi ampi e delicati e ne parlerò nei prossimi giorni (o mesi).

La discussione dei bro di oggi si è fermata qui, ma a differenza del solito, quando si alternano discussioni diverse tra una portata e l’altra, questa ha monopolizzato la serata fino all’amaro. E questa volta, sempre a differenza del solito, i bro hanno convenuto, le idee personali sono state messe realmente da parte per essere superate da una visione realistica della situazione, in contrapposizione a quella ideologica che generalmente regna sovrana.

(#503) Forse, per una volta, anche i politici dovrebbero ragionare in questo senso, altrimenti Vidra avrà la meglio, facendo crollare Italia ed Europa e consegnandole al nuovo tiranno.

O forse l’intelligenza artificiale non esiste, come la verità…

“And I find it kind of funny,
I find it kind of sad,
the dreams in which I’m dying,
are the best I’ve ever had,
I find it hard to tell you,
I find it hard to take,
when people run in circles, it’s a very, very,
mad world, mad world.”

Correva l’anno 2001

Gary Jules – Mad world

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